18 aprile 2011

Caserta - Comunicato n.1

Caserta, 18 aprile 2011

La Lista Caserta No-Caste (candidata sindaco Olga Caterina Corse), Lista Laica, Antiproibizionista e Ambientalista, sarà presente alle elezioni comunali di Caserta; dopo le irregolarità e l’aggressione subita dal nostro candidato Luca Bove sabato scorso, all’ interno dei locali del Comune, in sede di presentazione delle liste, iniziamo la campagna elettorale ponendo un forte accento sulla legalità e sui diritti dei cittadini. Le irregolarità e l’aggressione sono state da noi denunciate alla Procura e nei prossimi giorni faremo una richiesta di accesso agli atti per verificare il rispetto delle modalità di raccolta delle firme; pare impossibile infatti, visti i numerosi articoli dei giornali che riportano di aggiustamenti, esclusioni e cambi di lista fino all’ultimo momento, che le firme siano state raccolte, come indicato dalla legge e come noi della Lista Caserta No-Caste abbiamo fatto, in modo regolare e su liste complete. Un primo passo, questo, nel tentativo di riportare al centro del dibattito la necessità del rispetto della legge, uguale per tutti, nella formazione di un buon governo.

Claudia Sterzi, capolista della Lista Caserta No-Caste

23 gennaio 2011

Galeoni pirati e balle di canapa

"22 gennaio 2011, c.s.o.a. Forte Prenestino e Cannapioneri Uniti presentano la 4^ coppa Italia antiproibizionista".
L' invito che mi è arrivato, ad intervenire in una pubblica discussione intorno alla canapa, in nome della Associazione per la sensibilizzazione sulla canapa in Italia autoprodotta (ASCIA), alla quale ho aderito e partecipato alla fondazione, è stato, per l' Associazione radicale antiproibizionista (@.r.a.), che rappresento, un bel momento di aggregazione politica. Da tempo una voce radicale non si sentiva in questi ambienti e il dialogo è stato reso possibile anche dal fatto che i coltivatori di canapa rappresentano la fascia più nonviolenta della sinistra estrema.


 Nel corso della serata si sono conosciute decine di persone interessate alla canapa sotto diversi aspetti: terapeutico, ludico, spirituale, industriale, artigianale, ambientale, economico, artistico, proponendo e considerando possibilità di iniziative, raccolte firme, disobbedienze civili, manifestazioni, organizzazione sul territorio ecc.
Forte Prenestino è un galeone pirata, un non luogo con pregi e difetti evidenti e profondi; un luogo onirico con anfratti, taverne, sale, stalle, sotterranei, musica, uso psichedelico di luci e colori, odore di canapa che impregna i muri.
L'organizzazione ha offerto a me e a Luisa Simeone una cena con il personale delle cucine; con Alessia Bellotto abbiamo bevuto del vino nella vineria, e prima e durante e dopo gli interventi ci siamo sparpagliate parecchio.
Di canapa ce ne era tanta, tanta. Autoprodotta ma anche comprata, con un ragionevole giro di distribuzione organizzato.
E' più che evidente, considerando l'architettura del Forte, che mai a nessun amministratore locale per quanto scriteriato verrà in mente di mandare uomini e cani a controllare le attività che si svolgono, per esempio, nella sala denominata "Antiproibizionisti 365 giorni l'anno"; sarebbe un tale clamoroso autogol da auspicare!



Sono intervenuta su canapa e libera coltivazione domestica, in apertura di "Stupefacente Marijuana", discussioni intorno alla canapa. Non ho approfittato e mi sono espressa, per questa prima volta, in 5 minuti, sulla attualità, in ambito antiproibizionista, della battaglia per la libera coltivazione domestica e sulla necessità di unire le forze antiproibizioniste su questo obiettivo.
Non ho assistito alla premiazione, che si è svolta presumibilmente durante la notte, perchè mi sono addormentata prima. :)
Sono stata bene accetta, come radicale, e come radicale ritengo un buon risultato di questa apertura, oltre alle numerose idee concrete di iniziativa politica, il fatto che ciò che i radicali antiproibizionisti scrivono sul blog dell' @.r.a. ha dall' inizio dell'anno una platea potenziale non più di centinaia al massimo, ma di decine di migliaia di lettori, attraverso i link inseriti dagli altri fondatori. Questo non risolve certo il nodo dell'informazione, che di antiproibizionismo non si occupa mai, ma migliora la facoltà di mobilitazione e di attrazione.
Claudia Sterzi

19 gennaio 2011

Le serate del premier, roba che neanche un pecoraio ...

Lasciamo perdere la morale, che non è roba mia, lasciamo perdere pure l'etica, che non ha una definizione certa; gli italiani hanno già sopportato millenni di tirannie, e ne hanno viste di tutte, da Nerone a Caligola, dai Papi avvelenatori e incestuosi fino agli ultimi scandali.
Ma un po' di stile si potrebbe pretendere, almeno; già qualche tempo fa abbiamo dovuto leggere le avvilenti parole di un regale personaggio, Vittorio Emanuele: "Ho un quarto d'ora e voglio andare a puttane ...", che mai avremmo voluto leggere. Un re non ha un quarto d'ora e vuole andare a puttane, questa è roba da camionisti, con tutto il rispetto per i camionisti; un re si prende del tempo, il luogo, le persone, per allietarsi e rilassarsi come meglio crede, ma deve al popolo che lo mantiene un po' di eleganza, un po' di fantasia, un po' di buon esempio anche nelle ricreazioni.
Ora poi, con la descrizione delle serate di Berlusconi, siamo al trash moovie, all'avanspettacolo di bassa lega, alla tristezza fatta orgia, banale, senza stile alcuno. Banali i travestimenti (infermiere e poliziotte), banali le parole, i gesti; uno scimmiottamento di Lando Buzzanca, come dice una testimone, "il Bagaglino, ma peggio". Si pensa con nostalgia a Clinton, pragmatico ed efficiente, e alle sue veloci dimissioni per non essere stato sincero; che popolo, che legge!
Se l'Italia e gli italiani, poi, sono divisi tra chi pensa, o dice, "Beato lui", e chi pensa, o dice "Che schifo", tutti sono concordi su un punto: il disprezzo, l'offesa, lo sdegno, verso Karima, che ormai ha perso pure il diritto al suo nome. Non c'è un briciolo di umana comprensione verso questa ragazza che oggi è diciottenne, ma fu una bimba che a 10 anni viveva nelle case famiglie (casualità, casa famiglia di padre Eligio Gelmini, fratello di, ecc.), che a 13 anni incontra Emilio Fede, che la porta da Lele Mora, destino non proprio fortunato, a quella età, che a 16 è già inserita in feste e festini, che dice al telefono "Noemi? Lei è la pupilla, io il culo", frase di una tristezza sconvolgente. Trattata come alcuni pecorai trattano le pecore, escluso che le pecore non vengono travestite da poliziotte; tutte le pecore del Presidente.

8 dicembre 2010

“Alchimie contemporanee”, un percorso d’arte tra arcaicismo e attualità.

“Alchimie contemporanee”, un percorso d’arte tra arcaicismo e attualità.

Una mostra, due artiste; dal 7 al 12 dicembre, in Via del Pellegrino 79, a Roma, sono in mostra le opere di due artiste, Anna Cardone e Lucia Nicolai, una pittrice e una scultrice.

L’allestimento mescola le opere dando risalto a ciò che in comune hanno queste due donne: una sensibilità spiccata per i temi naturali, una manualità eccellente, un ritorno ad argomenti cari alle avanguardie degli anni ’60, quale l’uso di materiali poveri, l’arte del riciclo, l’assemblaggio.

Anna Cardone lavora su tela, curando anche le cornici, in legno riciclato e lavorato da lei stessa; colpiscono le belle rappresentazioni del corpo femminile, dove il movimento e il colore creano passi di danza e fissano momenti di un percorso di genere che spazia dal primitivo alla raffinatezza, dimostrando sensibilità e un multiforme ingegno di artista. In altre opere si coglie un richiamo alla pop art con l’uso di materiali di recupero inseriti a vario titolo nelle tele, dando loro risalto e volume.

Lucia Nicolai opera principalmente con Siporex, ciò che lei chiama “pezzi di muro”, frutto di una ricerca sui materiali avanzati all’edilizia; questo cemento soffiato, recuperato nei cantieri, leggero e poroso, simile alla pomice, si presta ad una lavorazione morbida e carica di energia; con il Siporex Lucia crea figure arcaiche, misteriose, archetipi umani armoniosi e significativi, che trasmettono tranquillità e una certa pienezza di vita interiore che traspare nei volumi.

Non è cosa facile accostare artisti diversi, ma l’operazione è in questo caso ben riuscita, e le tele e le sculture si completano l’una con l’altra in un allestimento ben curato nei particolari e ben accolto nella “cave” del locale in Via del Pellegrino.

In tempi nei quali sentiamo dire che “l’arte non si mangia” è un sollievo vedere persone che dedicano il loro tempo e investono le loro energie in un discorso sull’arte che va al di là della semplice espressione personale, ma tenta un discorso più allargato sui pregi e sui difetti della modernità.

Un ringraziamento particolare va a Isabella Antonelli, curatrice della mostra, dal titolo azzeccato, “Alchimie contemporanee”. Il suo sensibile lavoro di costruzione dell’evento ha dato come risultato una serata inaugurativa piacevole e per niente superficiale, cosa rara di questi tempi.

In queste giornate invernali, tra una corsa e un giro di shopping, vale certamente la pena andare a dare un’occhiata alla mostra, una vera oasi di arte e di profondità.

Claudia Sterzi

5 dicembre 2010

I quotidiani scandali del proibizionismo / Agenda Coscioni di dicembre 2010

Wilma Montesi


di Claudia Sterzi




1975, Italia: le droghe diffuse sono fumo marocchino o indiano, erba, eroina, LSD, anfetamine, cocaina; per la legge italiana, che risale al 1954 e al caso Montesi ( una ragazza morta durante un festino sesso droga e rock and roll al quale partecipavano giovani uomini politici D.C. ), non c'è differenza tra droghe leggere e pesanti, né tra spacciatore e consumatore.

Questa legge, superficiale e proibizionista, nel 1975 ha già prodotto centinaia di morti e migliaia di crimini, ed è in modo chiaro tra i fattori che facilitano lo strepitoso successo commerciale dell'eroina dai ceti alti ai bassi, dalle città ai paesi, fino a diventare la "piaga sociale" che conosceremo negli anni seguenti.



Analizziamo qualche dato, anche se molti dei dati, trattando di fenomeni illegali quindi clandestini, sono in realtà stime; una relazione del Ministero degli Interni, che considera gli anni dal 1990 al 2006, ci dà il numero di 500.000 circa tossicodipendenti segnalati, o persone segnalate come tossicodipendenti. Il 1990 è l’anno di emanazione della Iervolino Vassalli, legge proibizionista che distingue tra droghe e cannabis e tra consumatore e spacciatore, ma che, nel titolo dedicato alla repressione delle sostanze illecite, inizia con le parole: “È vietato l'uso personale di sostanze stupefacenti o psicotrope” ( comma 1, poi abrogato, per referendum radicale, vinto nel 1993 ). Dal 1990 al 2006, la progressione è in netta ascesa, non solo nel numero dei segnalati, ma anche delle sanzioni erogate. Dopo 15 anni di proibizionismo, il numero dei segnalati si è triplicato (12000 nel 1990, 37000 nel 2006), il numero delle sanzioni è quasi decuplicato (850 nel 1990 7200 nel 2006); fra le tendenze degli ultimi anni, che sono tendenze non solo italiane, ma europee e internazionali, si confermano la diminuzione dell’età di approccio, l’aumento del consumo di cocaina e del consumo di droghe sintetiche, il poliuso, cioè l’uso contemporaneo di sostanze diverse, legali ed illegali.



L’Osservatorio europeo stima in 4,5 milioni il numero di adulti che, in Europa, ha consumato cocaina nel 2008; la cocaina attualmente si contende il secondo posto fra le droghe più diffuse in Europa, dopo la canapa e alla pari con le droghe sintetiche. Il meccanismo attraverso il quale l’uso di cocaina è stato incentivato da parte dei distributori è lo stesso già collaudato più volte, quello che permise una rapida ascesa del consumo di eroina negli anni ’70. D’improvviso vengono a mancare gli altri tipi di droga in commercio e viene proposto un nuovo prodotto a prezzo promozionale; in realtà il mercato delle droghe illegali è saldamente organizzato a livello mondiale e ben poco sfugge ad un ferreo controllo centralizzato.

Non stupiscono quindi i recenti sequestri di psicofarmaci contrabbandati illegalmente ed usati insieme all’alcool; infatti la differenza tra psicofarmaco e sostanza psicoattiva non c’è, psicofarmaci, droghe e doping sono sfaccettature di uno stesso mercato, quello chimico-farmaceutico; le prime droghe di sintesi furono inventate nei laboratori delle industrie farmaceutiche e sarebbe assai ingenuo non ipotizzare uno scambio di informazioni tra industria legale e industria illegale.

Le distinzioni classiche tra droghe leggere e pesanti, tra spacciatore e consumatore, tra droga doping psicofarmaci sono fuorvianti; distraggono.

La distinzione tra uso e abuso non viene sottolineata, mentre è fondamentale; non si può parlare di tossicodipendenza in presenza di un uso saltuario di farmaci o di droghe.



La legge che oggi, nel 2010, ci portiamo sulle spalle, modificata nel 2006 dal decreto Fini Giovanardi (vedi Box) non è molto migliore, anzi. Reintroducendo la confusione tra droghe leggere e pesanti ha prodotto disinformazione, vicinanza dei mercati, oltre ad essere di incentivo per la vendita di droghe pesanti, più leggere e comode da trasportare e più redditizie a parità di rischio. La distinzione tra consumatore e spacciatore resta legata ad una quantità troppo ridotta di sostanza, o di principio attivo, e facilmente il semplice consumatore di cannabis viene etichettato come tossicodipendente.






Policemen Escorting the Montesi Family


Didascalia originale: Escorted by police, the family of Wilma Montesi leaves Rome's Palace of Justice after being interrogated in her death, which set off Italy's "scandal of the century." Despite charges that Miss Montesi died after a drug sex party, in which many notables allegedly participated, the Montesi family maintains that her death was accidental. Left to right are: a policeman; Manda, 21; brother, Sergio; her pretty sister, Wanda, 21; her mother, Mrs. Maria Montesi; her father Rodolfo (half hidden); and another policeman.

IMMAGINE:

© Bettmann/CORBIS



DATA DELLO SCATTO

4 ottobre 1954



LUOGO

Rome, Italy



COLLEZIONE

Bettmann





25 novembre 2010

Il fantasma di Giancarlo Arnao in Silver Tower

Nel salone di Torre Argentina si è tenuta oggi una riunione di antiproibizionisti, convocata da RI ed estesa al PRT, per dare un seguito al lavoro, che è stato definito "ripreso", a dire il vero per me è realtà quotidiana da qualche anno. 
I temi che Mario Staderini ha richiamato nella sua introduzione trovano l’ Associazione Radicale Antiproibizionisti perfettamente concorde: la potenzialità del consenso e il potere aggregativo a livello locale, la urgenza di riportare il tema al centro dell’agenda politica e la notazione di come il tema non sia affrontato dai giornalisti, l’importanza di produrre documentazione informativa alternativa e l’uso degli strumenti di democrazia diretta, anche a livello locale, e degli strumenti della nonviolenza sono tutte proposizioni che l’ @.r.a. promuove dalla sua nascita.
La mozione dell’ultimo congresso di RI recita: “ Il Congresso … dà mandato agli organi dirigenti di ... operare per trovare - in raccordo con il Partito Radicale - le risorse umane e finanziare per convocare un grande congresso antiproibizionista con la partecipazione di personalità del mondo della scienza e della politica”. In questo passaggio si legge fra le righe la grandiosità del progetto e la effimera probabilità di realizzazione, tutta legata a singoli individui di buona volontà. E il centro del paragrafo sta sospeso fra le “risorse umane e finanziarie” e il “raccordo col PRT”, come ha ben sottolineato Mario.
Tre i settori di iniziativa proposti alla cerchia degli ammessi al conclave antiproibizionista radicale, un po’ diverso da come l’avevo sognato, solo un po’, però.
-          Uno ricopia in parte la mozione dell’@.r.a.,  prevedendo una serie programmata di eventi antiproibizionisti nelle maggiori città italiane, abbinati alla diffusione e alla vendita di materiale informativo e ad eventuali distribuzioni di semi di canapa.
-          Un seminario su come si parla di politiche sulle droghe, come i giornalisti, questa classe di colti ignoranti e snob, parlano e scrivono o meglio non scrivono, è un’altra grande idea che viene da Blumir e passa chiaramente per le aule di sociologia. L’analisi del linguaggio e dei linguaggi è una scienza umana del tutto razionale, il fatto che sia nuova non deve spaventare i benpensanti.
-          Un altro campo fortemente promosso e sostenuto dall’ @.r.a. è l’ iniziativa referendaria locale sulla cannabis terapeutica. Così come l’appoggio alla più recente proposta di legge di Rita Bernardini, la legge minimale che equipara l’uso personale alla coltivazione domestica.
Il PRT settore droghe, rappresentato da Cappato/Perduca, si è espresso a due voci uguali ma diverse,  e siccome non scrivo per dare pagelle non vi riferisco sulle obiezioni che ho esposto di persona agli interessati.
Hanno poi preso la parola gli amici dell’ Illicit drug market, proponendo interessanti iniziative di confutazione dei dati di Giovanardi. L’ aspetto economico ha bisogno di essere messo a fuoco meglio, perché se ci si trova a domandarsi quale sia il costo sociale delle leggi sulle droghe, particolarmente di quelle sulla canapa, e attraverso quali parametri può essere misurato , vuol dire che si è perso di vista, o non si ha, una visione chiara dei fatti reali, o più semplicemente dei fatti sociali che si intende indagare.
E’ stato prospettato anche un convegno sull’aspetto giuridico delle contraddizioni e delle incostituzionalità e delle irregolarità delle leggi vigenti sulle droghe; possibili campi di studio, l’autorizzazione alla coltivazione domestica e il diritto alla somministrazione controllata di eroina intesa come terapia.
L’@.r.a., per mio mezzo e tramite, ha voluto ribadire ancora la distinzione tra tossicodipendente e consumatore, tra droghe pesanti e leggere, o non droghe, o non droga, che poi è una sola, cioè la canapa; si è proposta integrare la prima proposta di iniziativa con l’organizzazione di rappresentazioni teatrali di “Ragazza in erba”, testo antiproibizionista, preceduto da una conferenza stampa e seguito da un dibattito moderato.

( L’@.r.a., che coming out l’ha fatto da mo’, non si è astenuta dal consumare personalmente canapa coltivata domesticamente anche durante la riunione. Ha tentato anche di cedere un seme di canapa alla Associazione Luca Coscioni, per i suoi malati, ma questa si è rifiutata di accettarlo per paura di finire in manette).


23 novembre 2010

APERITIVO E NONVIOLENZA ( il prezzo del Negroni )

La piazza è Piazza Mazzini, ma potrebbe essere Piazza Beccaria, o Piazza Mino da Fiesole, una piazza borghese, dove non si vedono extracomunitari con i calzini da vendere,  né cisposi alcolizzati attaccati ai videogiochi, ma signore, signori e signorini/e firmati da punto a capo, con la macchina in tripla fila davanti al bar, gli occhi spenti e i conti pieni.
Che cosa sono cinque euro e venti? Dipende dai punti di vista. Sono spiccioli, miserabili spiccioli vituperati e abbandonati nel fondo delle borse e delle tasche nel fondo degli armadi, sono la paga di un’ora di lavoro per molti in Italia, un’ora spesso fatta di fatica a bestia, sorrisi tirati a lucido su corpi sofferenti, maledizioni a mezza bocca.
Sorvoliamo, no, non sorvoliamo sul fatto che in Italia, nella cosiddetta capitale, in una piazza del bel mondo che dovrebbe essere culturalmente all’altezza, una donna che vada bel bella a spararsi un Negroni da sola è vista come una via di mezzo fra una puttana e una pazza alcolizzata e si deve sorbire, col Negroni, le occhiate supponenti della clientela dell’aperitivo, al 90% maschile. Vabbene, sorvoliamo, con un pensiero alla mia provinciale e perversa Firenze, dove tutto questo non accade neanche in periferia.
Diciamo che una chiede regolarmente e per favore un Negroni al barista. E lui attacca la mistura col ghiaccio (primo errorone) e poi va di Cinzano. Cinzano? Chiedi perplessa. E lui: Col Cinzano il Negroni è meglio. O tempora o mores … niente più perfezione, niente rito, niente mito, tutti a sballarsi purchè sia, a godere purchè sia, e il peggio è per loro che non sanno che si perdono.
Cari signori, il Negroni col Cinzano fa schifo, non sta né in cielo né in terra, è uno schiaffo alla cultura, all’arte, ed anche alla fantasia che non ne può più di vedersi confusa col pressapochismo.
Cosa di più facile che prendersela col barista, umiliarlo e offenderlo, tanto non può reagire, dirgli che tu hai chiesto un Negroni, e lo paghi, e a quello hai diritto? Oh sì, insultarlo di fronte a tutti, fargli abbassare la cresta. Invece no.
Ma neanche porgere l’altra guancia, il mestiere di signora è un duro lavoro, ma qualcuno lo deve pur fare. Spiegarsi col barista, un povero essere sfiancato dal servizio, fargli riconoscere che sì, in effetti un Negroni non è fatto col Cinzano, sottovoce, senza strepito, Insinuare nel suo povero cervello ormai guastato dai parvenus che non tutto il mondo è paese, che le eccezioni abbelliscono la realtà.
Contemplare, lontano, il consueto sogno che arranca sulle strade sdentate. E tornare a lavorare.
Arrivederci e grazie.

13 settembre 2010

Delirio politico d'attualità




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Il cappellano di Montecitorio, Rino Fisichella, e il vicepresidente della Camera,  Maurizio Lupi, hanno guidato  una settantina di onorevoli italiani in un pellegrinaggio annuale nei luoghi della fede cristiana, un viaggio di sei giorni, con tappa finale a San Pietroburgo il 9 settembre.  Il martirio è stato il tema conduttore della prima giornata. La goliardica brigata comprendeva Gustavo Selva, Carlo Giovanardi, Margherita Boniver, Paola Binetti, Enzo Carra, Dorina Bianchi, Massimo Polledri, Renato Farina, Totò Cuffaro, Matteo Colaninno.
Da San Pietroburgo, l’ 8 settembre, Giovanardi ha emesso un editto:
“ … Condivido pienamente l'orientamento favorevole ad una verifica parlamentare sulla tenuta di Governo e maggioranza in ordine ai cinque punti evidenziati e piu' in generale sul programma votato dagli elettori … la certificata impossibilita' di portare avanti in Parlamento il programma giustifica il ricorso alle elezioni anticipate … considero non corretto il doppio ruolo di leader di partito e Presidente della Camera che l'on. Gianfranco Fini interpreta …  invito il Presidente Berlusconi a dedicare interamente l'odierno incontro alle tematiche inerenti Governo e maggioranza rinviando ad una prossima riunione una approfondita discussione sugli assetti organizzativi del Pdl”.
Già due settimane fa si era così espresso, congiuntamente a Gianfranco Rotondi: “La fortuna di Berlusconi e' la lealta' nostra e dei nostri amici”.
“ Sul Sud il governo non ha idee chiare”, ha dichiarato oggi Stefano Caldoro.
E Pierferdinando Casini, sempre oggi: “Berlusconi si dimetta e dopo si puo' aprire una nuova stagione politica”.
Gianfranco Fini, dal G-8 dei presidenti della Camere in corso ad Ottawa, in Canada: “Sulle dichiarazioni che il presidente del consiglio Silvio Berlusconi terrà in Parlamento alla fine di settembre deve esserci un voto”.
Umberto Bossi, da Venezia e da Ferrara, stasera, parlando di Gianfranco Fini: “Spero che torni in ginocchio da Berlusconi … nonostante tutto è meglio Fini di Casini".
Questo il linguaggio della politica, questi i loro passatempi.
Non si interessano, tutti questi allegri compari, ai processi fermi, alla vergogna delle patrie galere, ai morti sul lavoro, no. Stanno in giro per il mondo stipendiati e ben pasciuti a ragionare se Fini sia meglio o peggio di Casini.
Spero che mai nella mia vita mi debba capitare di scegliere se votare Fini o Casini, prima vado più volentieri in una zona di guerra.



4 agosto 2010

Chiedo scusa se parlo di Belen

"Con o senza"?
Se un tempo questa frase si riferiva alle trattative con le prostitute, e sottintendeva "il guanto", o profilattico, oggi, a leggere i verbali degli interrogatori delle inchieste sulle discoteche milanesi, si riferisce alla coca.
Verbali squadernati nei giornali, on line, secondo un ormai vecchio costume italiano, che mette tutto in piazza, anche notizie riservate o coperte da segreto. Quasi tutto.
Se infatti non si può non apprezzare il coraggio o l'incoscienza delle starlettes che, interrogate, non hanno sostenuto di essere vittime di un'imboscata né di un agguato, ma hanno ammesso l'uso collettivo di cocaina, ci si chiede anche con chi le tirassero tutte queste righe, Belen, Francesca, Fernanda, Alessia Aida ecc.
I primi giorni non è uscito un solo nome di uomo, poi sono arrivati i tronisti, gli isolani famosi, un "rampollo" della "Milano bene", ma quel che manca sono i nomi degli uomini di politica e di potere che pure frequentavano bagni e privé dei locali. Che poi, scusate, ma che tristezza tirare in bagno  ...
Allora viene il sospetto che la chiusura temporanea delle discoteche milanesi serva a ripulire file e liste clienti da certi nomi, e solo da quelli. Poco male se le vippetine e i vippettini compaiono nello scandalo e risultano consumatori; anche perchè per loro non ci sarà quella pesante mano che afflige i comuni cittadini quando ammettono l'uso di cocaina. Non compariranno i veri vip, per i quali si può solo dire: io so, ma non ho le prove.

27 luglio 2010

Droghe pesanti, energie non rinnovabili, proibizionismo e violenza.

Il 26 luglio è, per me, un importante anniversario, di una delle più totali rinascite che nella mia vita siano avvenute. Sedici anni fa sono rinata alla letteratura, alla cultura, alle emozioni e alla passione.
Per festeggiare mi sono riunita fra me e me, ed ho lasciato la mia mente libera di percorrere i sentieri che più le garbavano.
Nel tardo pomeriggio, verso le sei, sono andata a passeggio verso la Riserva Naturale di Monte Mario, e vi sono penetrata dall'ingresso del Maresciallo Giardino, scavalcando una simpatica famiglia che si è accampata occupando un rudere e un pezzo di strada; il capofamiglia, vedendomi curiosare sorridente, mi ha chiesto il denaro per comprare la bombola del gas, il che mi ha fatto ridere di cuore.
Roma è, qua e là, permanentemente, invasa da cartelloni politici dove destra e sinistra si danno allegramente di ladri l'uno con l'altro, ogni giorno. Questo a Firenze non accade, ed è buffo leggere come i governanti di questa città spendano i soldi del popolo per trattarsi da lestofanti a vicenda, mentre il suddetto popolo fatica a campare e fa pure la fame. Due bande di bravi, di sgherri, che leticano su chi è più malvivente, ben diversi dal potere monolitico, invasivo e percolato che ammorba la Toscana.
Nella Riserva ho soggiornato almeno un'ora, ma non ho incontrato nessuno, se non due signore che sembravano le sorelle lesbiche di Pippi Calzelunghe. Mi sono venute molte idee, persa in un verde reso surreale dal rumore di traffico in sottofondo; alcune condivisibili, altre un po' meno, qualcuna strettamente privata.
Di ritorno, mi sono applicata allo studio delle connessioni tra violenza, criminalità, narcotraffico e proibizionismo, in riferimento ai casi sudest asiatico/eroina e sudamerica/cocaina; ho consultato le statistiche delle morti violente a livello globale, ho seguito a giro per il mondo la scia di terrore e sangue che segue le rotte delle droghe. Ho considerato, però, anche le guerre scatenate per il controllo su petrolio, metano, risorse naturali ecc.; intorno alla mezzanotte ho digitato su google "droghe pesanti energie non rinnovabili".
Ho ricevuto un premio, che vi giro senza indugio. Una autorevole fonte che rinforza le mie convinzioni e apre nuove strade alle riflessioni di domani.
 http://www.mail-archive.com/ecologia@peacelink.it/msg00028.html
Buon martedì, compagni.