27 aprile 2011

Lista Caserta No-Caste, una lista orgogliosa di essere laica, antiproibizionista e ambientalista.

LEGALIZZARE IL LEGALIZZABILE, SALVARE IL SALVABILE!


Caserta 27 aprile 2011
In campagna elettorale, ci pare più utile sottolineare i buoni requisiti della nostra lista e del nostro programma che non attaccare gli altri; così non la pensa Luigi Cangiano, della lista cosiddetta Stop Camorra, che dalle pagine del Mattino ci attacca senza nominarci. L'onorato Cangiano invita a "non sprecare il proprio voto per liste dannose per il territorio ... che vorrebbero la legalizzazione delle droghe leggere, ossia, che vorrebbero che ogni singolo cittadino fosse libero di andare sotto casa ad acquistare questo genere di droghe".
Sì, siamo noi quelli della legalizzazione delle droghe, e cogliamo volentieri l’occasione per spiegare in sintesi la nostra posizione, che verrà più ampiamente trattata sabato 30 aprile nell’incontro pubblico “Legalizzare il mercato, limitare i danni”, presso la nostra sede in Via Cesare Battisti 69, II piano, alle ore 17.00.

La droga è già, oggi, in vendita sotto casa, senza alcun controllo e senza alcuna informazione corretta; con grande vantaggio delle mafie che dal narcotraffico traggono gran parte del loro fatturato. La guerra dura alla droga, a livello mondiale, è stata portata avanti da Bush per più di un decennio, oggi anche enti sovranazionali, scienziati e ex capi di stato e di polizia di tutto il mondo riconoscono che il proibizionismo è fallito e che bisogna tentare un approccio diverso, iniziando dalla legalizzazione dell’uso personale ( cosa diversa sono abuso e dipendenza, che sono malattie e come tali vanno curate, nelle strutture sanitarie e non in carcere ). Esperimenti sono stati già compiuti in molti paesi ed hanno dato buoni risultati, con diminuzione della criminalità e delle morti correlate principalmente alle droghe pesanti. Solo in Italia queste cose non si sanno, grazie alla disinformazione che Giovanardi porta avanti.

L'antiproibizionismo è una strategia di governo dei fenomeni sociali, come la battaglia contro l'aborto clandestino, quando ci accusavano di voler mandare tutte le donne ad abortire; invece da quando è stato legalizzato l'aborto è diminuito e se fosse stata data più informazione, come da legge, sarebbe diminuito ancora di più.

Legalizzare il mercato vuol dire dare un colpo alla malavita organizzata, a chi giovano le leggi esistenti, proibizioniste e superate in molta parte del mondo? Solamente a chi dal narcotraffico trae grandi guadagni che poi usa, anche, per corrompere la politica.

Pensiamo che i cittadini di Caserta, che hanno sotto gli occhi gli effetti devastanti delle leggi vigenti, possano in buona parte, se non essere d’accordo al 100% con noi, essere interessati a dibatterne senza pregiudizi e senza altro interesse che il miglioramento dell’esistente. Legalizzare il legalizzabile, salvare il salvabile! Vi aspettiamo sabato 30 aprile all’incontro pubblico “Legalizzare il mercato, limitare i danni”, presso la nostra sede in Via Cesare Battisti 69, II piano, alle ore 17.00.

Claudia Sterzi, capolista della Lista Caserta No-Caste e segretaria dell’ Associazione radicale antiproibizionisti

Legalizziamo il legalizzabile ... salviamo il salvabile :)

Sabato 30 aprile · 17.00 - 20.00

Sede della Lista Caserta No-Caste

Cesare Battisti 69, II° piano

Caserta, Italy



 

 

 "Legalizzare il mercato, limitare i danni" - pomeriggio antiproibizionista di dibattito pubblico, distribuzione materiale informativo, condivisione di esperienze e progetti.




25 aprile 2011

GRATTA GRATTA, SOTTO LA FEDE CI SI TROVA LA ROBA (Ernesto Rossi)

Caserta, elezioni comunali 2011: domenica delle palme, nella chiesa della frazione di Falciano, il parroco don Elio Rossi invita esplicitamente i fedeli presenti alla messa a votare per il candidato del Mpa, Massimiliano Marzo, fratello dell’ex consigliere comunale Paolo Marzo; don Claudio Nutrito, parroco della Chiesa di Sant’Antonio, ospita Luigi Falco, candidato a Sindaco di Caserta, per la sua kermesse, proprio nell'auditorium parrocchiale, ed esprime la sua fiducia verso quest’ultimo, spendendo per il candidato parole di elogio - riferisce Il Mattino, ha detto chiaro e tondo che lui voterà Falco e farà votare Falco .

Non per caso la Lista Caserta No-Caste ha nel suo simbolo, come primo attributo, Lista laica, prima ancora che antiproibizionista e ambientalista; non abbiamo niente contro chiese e parroci ma pensiamo che il loro compito sia occuparsi delle anime dei credenti e non confondere le cose dello spirito con quelle della carne, la religione con la politica, il bene con i beni.

“Con le mie parole – si difende il parroco Don Nutrito - ho solo voluto augurare il meglio alla città, non ho voluto fornire indicazioni di voto, ma ho soltanto affermato la mia fiducia verso un candidato, cosa che non esclude la mia stima anche verso gli altri candidati”; e, prosegue “A chiunque sarà il futuro sindaco di Caserta offro la mia disponibilità a collaborare: compito della Chiesa deve essere sempre quello di fasciare le piaghe della società”.

Come le piaghe della società casertana possano essere curate da un sindaco già condannato, nel 2009, dalla Corte dei Conti, a restituire alla città di Caserta oltre un milione di euro per il metodo con il quale ha gestito le risorse finanziarie pubbliche per nove anni producendo, con il contributo della successiva giunta, un pesantissimo debito di centinaia di milioni, rimane un mistero, se doloroso o gaudioso, e per chi, decidetelo voi; a noi sembra evidente che le vere piaghe sono tutti coloro che hanno amministrato Caserta fino ad adesso, da destra a sinistra, e chi li ha sostenuti.

Olga Caterina Corse, candidata a Sindaco con la Lista Caserta No-Caste
Claudia Sterzi, capolista della Lista Caserta No-Caste

22 aprile 2011

Campagna elettorale a Caserta - Comunicato n. 4

Caserta 22 aprile 2011


La Lista Caserta No-Caste, lista laica, antiproibizionista e ambientalista, si è presentata nel corso di una conferenza stampa presso la sua sede, Via Cesare Battisti 69, II° piano.

La candidata a Sindaco della lista ha aperto richiamando la unicità della sua candidatura al femminile e rivendicando la capacità di governo delle donne: imprenditrice, impegnata coraggiosamente nel sociale, animalista, Olga Caterina Corse rappresenta una prospettiva veramente nuova nel panorama elettorale casertano, dominato da una classe dirigente, di destra e di sinistra, troppo spesso collusa in una gestione come minimo non trasparente se non delinquenziale.

Domenico Letizia, Gianroberto Zampella, Luca Bove e Elio De Rosa, candidati a consiglieri comunali, hanno espresso il loro desiderio di poter contribuire a rendere Caserta più libera, più vivibile, più sana, con una particolare attenzione all’autogoverno dei cittadini, alla urbanistica razionale, alla trasparenza degli atti e dei bilanci comunali. Ieri è stata presentata una richiesta di accesso agli atti che aiuti a far luce sulle irregolarità avvenute sabato mattina scorso durante la presentazione delle liste; dopo la prima denuncia presentata in Procura, per l’aggressione a Luca Bove, un secondo esposto si occuperà di denunciare l’impossibilità di raccogliere le firme regolarmente, su liste che hanno subito rimaneggiamenti e cambiamenti dell’ultima ora.

La capolista Claudia Sterzi, segretaria dell’ associazione radicale antiproibizionisti, ha voluto ricordare lo sciopero della fame che Marco Pannella sta conducendo per denunciare la deriva antidemocratica delle istituzioni; questo non è un paese democratico, queste non sono elezioni regolari. La connivenza dei partiti nel disporre a loro vantaggio dei diritti e dei beni dei cittadini, oltre che dei soldi pubblici, è cosa che appare al sud Italia in modo ancora più chiaro che nel resto del territorio, e gli effetti di tali politiche si leggono in dati come quelli che assegnano a Caserta l’ultimo posto per l’occupazione femminile.

Sono intervenuti anche i candidati Luigi Mazzotta, segretario dell’ Associazione Per La Grande Napoli, e Francesco Tramontano.
La stampa locale non ha ritenuto di accettare l’invito che la Lista Caserta No-Caste aveva rivolto; di questo, ci dispiace per loro.
Per la settimana prossima sono previsti degli incontri con i cittadini; il primo, martedì 26, dedicato alle donne, ai servizi sociali, all’occupazione, asili nido, formazione – ore 18.00 Via Cesare Battisti 69, II° piano.

Olga Caterina Corse, candidata a Sindaco con la Lista Caserta No-Caste
Claudia Sterzi, capolista della Lista Caserta No-Caste

20 aprile 2011

Campagna elettorale a Caserta - Comunicato n.3

Caserta, 20 aprile 2011





In vista delle elezioni comunali a Caserta e nei Comuni della provincia, Confindustria Caserta ha presentato un “Patto di responsabilità” e lo ha sottoposto ai candidati Sindaci. Il patto è da sottoscrivere in ogni sua parte: quale candidato, infatti, potrebbe essere contrario a una politica economica che sostenga le medie e piccole imprese presenti sul territorio? In particolare, la Lista Caserta No-Caste si ritrova pienamente concorde su alcuni punti.

La legalità, e la sicurezza che dalla legalità deriva, vede noi radicali da sempre in prima linea; si può dire che l’unica speranza che hanno i cittadini di Caserta di vedere applicata la legalità, in primo luogo delle e nelle istituzioni pubbliche, è nella presenza in Comune di eletti nella nostra Lista; per noi la legalità è al primo posto, in tutti i programmi e in tutte le iniziative politiche che da decenni portiamo avanti, non è solo una parola di cui riempirsi la bocca; ugualmente la semplificazione delle procedure amministrative è cosa della quale ci occupiamo da tempo, notando però come la semplificazione debba andare di pari passo con la legalità, appunto, e la trasparenza pubblica di tutti gli atti pubblici, senza le quali la semplificazione apre le porte soltanto a ulteriori leggerezze e facilonerie.

Certamente è tra i punti del nostro programma, e molto ci sta a cuore, la riqualificazione urbana e l’importanza del rilancio culturale di Caserta. Riqualificazione urbana, rilancio culturale e attenzione all’ambiente e alla salute pubblica sono tutte istanze collegate tra loro, prerequisiti a una crescita economica, turistica e imprenditoriale. Molto c’è da fare su questo, e anche qui la legalità e la trasparenza dovranno guidare tutte le iniziative per far sì che non siano solo di copertura a operazioni guidate da oscuri interessi privati.

Ovviamente il sostegno alle imprese, la diminuzione del carico fiscale, le infrastrutture e la definizione degli strumenti urbanistici sono cosa buona e giusta; ma gli investimenti devono passare da un preventivo risanamento del bilancio comunale, che mostra molti punti deboli e assolutamente né chiari né trasparenti. Più ancora che rigorosa, la gestione delle risorse finanziarie deve essere resa pubblica e sottoposta al vaglio e al controllo dei cittadini; il Comune appartiene a loro, e non viceversa.

Dispiace, infine, la mancanza di un richiamo, nel patto proposto da Confindustria Caserta, al sostegno all’imprenditoria e alla formazione e occupazione femminile, in una città che risulta ultima in Italia in tale campo.



Olga Corse, candidata a Sindaco con la Lista Caserta No-Caste

Claudia Sterzi, capolista della Lista Caserta No-caste

19 aprile 2011

Comunicato n.2

Caserta 19 aprile 2011


La campagna elettorale a Caserta è iniziata, con tutto il suo contorno di cartelloni, manifesti, passerelle e grande dispendio di denaro. In una città che vanta il secondo posto per tasso di disoccupazione in Italia e l’ultimo per la disoccupazione femminile, una novità assoluta si manifesta nella Lista Caserta No-Caste, con una donna candidata sindaco, Olga Caterina Corse, e una donna capolista, Claudia Sterzi. Riteniamo che la politica comunale debba consistere anche, se non soprattutto, nell’attenzione ai problemi più gravi, quelli che condizionano fortemente il tessuto sociale. A Caserta risultano occupate, dagli ultimi dati ISTAT, il 23% delle donne, e la quasi totale assenza di servizi sociali fa sì che il lavoro familiare pesi quasi esclusivamente sulle loro spalle. Gli asili nido presenti, per esempio, possono accogliere solo il 10 % dei bambini da 0 e 2 anni. L’amministrazione comunale può fare molto per rendere alle donne la parità di accesso al mondo del lavoro, per esempio attraverso la formazione, i servizi di assistenza agli anziani, l’incremento dei posti disponibili negli asili nido, e in questa direzione ci impegniamo ad agire.



Olga Corse, candidata a Sindaco della Lista Caserta No-Caste

Claudia Sterzi, capolista della Lista Caserta No-Caste

18 aprile 2011

Il Dottor Serpelloni mi scrive ...


Dott.ssa Claudia Sterzi Associazione Radicale Antiproibizionisti (A.R.A.) 


(Oggetto: sue dichiarazioni rilasciate durante la conferenza stampa del 22 marzo 2011)

Gentile Dottoressa, sono venuto a conoscenza delle dichiarazioni da lei rilasciate in conferenza stampa di cui all' oggetto, alla presenza delle maggiori agenzie del paese e successivamente diffuse, a mezzo stampa, internet e radio. Risulta allo scrivente che è stato da lei affermato testualmente:"ci stanno bombardando di studi sulla pericolosità della marijuana, ma spesso gli studi se li inventano o manipolano i dati".
Purtroppo ritengo tali affermazioni francamente diffamatorie e lesive dell' immagine e della reputazione personale e professionale, in quanto mi si accusa di inventare e quindi fornire dati falsi o addirittura alterare, mediante manipolazione volontaria e consapevole, dati già esistenti.
Nel rigettare, quindi, il fatto che mi vengano da lei attribuiti comportamenti di falsificazione e manipolazione di dati scientifici, in quanto non corrispondente al vero, dandole ampia facoltà di provare le sue affermazioni,prima di procedere con le appropriate forme di tutela nelle opportune sedi, le chiedo, cortesemente, di circostanziare le sue affermazioni con dati e fatti concreti e reali che provino e supportino le sue gravi affermazioni.
Le chiedo inoltre di smentire immediatamente e contestualmente tali sue dichiarazioni, attraverso le stesse vie mediatiche, paritetiche per diffusione e rilevanza, utilizzate alla loro prima diffusione.
Le comunico inoltre che il sottoscritto non ha fatto altro che riportare, come potrà facilmente visionare e verificare, articoli derivanti dalla letteratura scientifica accreditata e da una serie di ricerche altamente professionali.
Infine, tengo a precisare che sono disponibile ad un eventuale incontro presso la nostra sede Dipartimentale per qualsiasi confronto e chiarimento in merito alle vostre proposte relative alla coltivazione domestica della cannabis, anche se personalmente non le condivido. Tutto questo però all'interno di una discussione che non valichi mai i confini del rispetto della persona, delle proprie idee e della buona educazione oltre ad escludere l'uso dellla diffamazione gratuita per sminuire i propri avversari.
In attesa di un suo cortese e formale riscontro, anche se negativo e nei termini previsti dalla legge, porgo cordiali saluti Giovanni Serpelloni

Caserta - Comunicato n.1

Caserta, 18 aprile 2011

La Lista Caserta No-Caste (candidata sindaco Olga Caterina Corse), Lista Laica, Antiproibizionista e Ambientalista, sarà presente alle elezioni comunali di Caserta; dopo le irregolarità e l’aggressione subita dal nostro candidato Luca Bove sabato scorso, all’ interno dei locali del Comune, in sede di presentazione delle liste, iniziamo la campagna elettorale ponendo un forte accento sulla legalità e sui diritti dei cittadini. Le irregolarità e l’aggressione sono state da noi denunciate alla Procura e nei prossimi giorni faremo una richiesta di accesso agli atti per verificare il rispetto delle modalità di raccolta delle firme; pare impossibile infatti, visti i numerosi articoli dei giornali che riportano di aggiustamenti, esclusioni e cambi di lista fino all’ultimo momento, che le firme siano state raccolte, come indicato dalla legge e come noi della Lista Caserta No-Caste abbiamo fatto, in modo regolare e su liste complete. Un primo passo, questo, nel tentativo di riportare al centro del dibattito la necessità del rispetto della legge, uguale per tutti, nella formazione di un buon governo.

Claudia Sterzi, capolista della Lista Caserta No-Caste

23 gennaio 2011

Galeoni pirati e balle di canapa

"22 gennaio 2011, c.s.o.a. Forte Prenestino e Cannapioneri Uniti presentano la 4^ coppa Italia antiproibizionista".
L' invito che mi è arrivato, ad intervenire in una pubblica discussione intorno alla canapa, in nome della Associazione per la sensibilizzazione sulla canapa in Italia autoprodotta (ASCIA), alla quale ho aderito e partecipato alla fondazione, è stato, per l' Associazione radicale antiproibizionista (@.r.a.), che rappresento, un bel momento di aggregazione politica. Da tempo una voce radicale non si sentiva in questi ambienti e il dialogo è stato reso possibile anche dal fatto che i coltivatori di canapa rappresentano la fascia più nonviolenta della sinistra estrema.


 Nel corso della serata si sono conosciute decine di persone interessate alla canapa sotto diversi aspetti: terapeutico, ludico, spirituale, industriale, artigianale, ambientale, economico, artistico, proponendo e considerando possibilità di iniziative, raccolte firme, disobbedienze civili, manifestazioni, organizzazione sul territorio ecc.
Forte Prenestino è un galeone pirata, un non luogo con pregi e difetti evidenti e profondi; un luogo onirico con anfratti, taverne, sale, stalle, sotterranei, musica, uso psichedelico di luci e colori, odore di canapa che impregna i muri.
L'organizzazione ha offerto a me e a Luisa Simeone una cena con il personale delle cucine; con Alessia Bellotto abbiamo bevuto del vino nella vineria, e prima e durante e dopo gli interventi ci siamo sparpagliate parecchio.
Di canapa ce ne era tanta, tanta. Autoprodotta ma anche comprata, con un ragionevole giro di distribuzione organizzato.
E' più che evidente, considerando l'architettura del Forte, che mai a nessun amministratore locale per quanto scriteriato verrà in mente di mandare uomini e cani a controllare le attività che si svolgono, per esempio, nella sala denominata "Antiproibizionisti 365 giorni l'anno"; sarebbe un tale clamoroso autogol da auspicare!



Sono intervenuta su canapa e libera coltivazione domestica, in apertura di "Stupefacente Marijuana", discussioni intorno alla canapa. Non ho approfittato e mi sono espressa, per questa prima volta, in 5 minuti, sulla attualità, in ambito antiproibizionista, della battaglia per la libera coltivazione domestica e sulla necessità di unire le forze antiproibizioniste su questo obiettivo.
Non ho assistito alla premiazione, che si è svolta presumibilmente durante la notte, perchè mi sono addormentata prima. :)
Sono stata bene accetta, come radicale, e come radicale ritengo un buon risultato di questa apertura, oltre alle numerose idee concrete di iniziativa politica, il fatto che ciò che i radicali antiproibizionisti scrivono sul blog dell' @.r.a. ha dall' inizio dell'anno una platea potenziale non più di centinaia al massimo, ma di decine di migliaia di lettori, attraverso i link inseriti dagli altri fondatori. Questo non risolve certo il nodo dell'informazione, che di antiproibizionismo non si occupa mai, ma migliora la facoltà di mobilitazione e di attrazione.
Claudia Sterzi

19 gennaio 2011

Le serate del premier, roba che neanche un pecoraio ...

Lasciamo perdere la morale, che non è roba mia, lasciamo perdere pure l'etica, che non ha una definizione certa; gli italiani hanno già sopportato millenni di tirannie, e ne hanno viste di tutte, da Nerone a Caligola, dai Papi avvelenatori e incestuosi fino agli ultimi scandali.
Ma un po' di stile si potrebbe pretendere, almeno; già qualche tempo fa abbiamo dovuto leggere le avvilenti parole di un regale personaggio, Vittorio Emanuele: "Ho un quarto d'ora e voglio andare a puttane ...", che mai avremmo voluto leggere. Un re non ha un quarto d'ora e vuole andare a puttane, questa è roba da camionisti, con tutto il rispetto per i camionisti; un re si prende del tempo, il luogo, le persone, per allietarsi e rilassarsi come meglio crede, ma deve al popolo che lo mantiene un po' di eleganza, un po' di fantasia, un po' di buon esempio anche nelle ricreazioni.
Ora poi, con la descrizione delle serate di Berlusconi, siamo al trash moovie, all'avanspettacolo di bassa lega, alla tristezza fatta orgia, banale, senza stile alcuno. Banali i travestimenti (infermiere e poliziotte), banali le parole, i gesti; uno scimmiottamento di Lando Buzzanca, come dice una testimone, "il Bagaglino, ma peggio". Si pensa con nostalgia a Clinton, pragmatico ed efficiente, e alle sue veloci dimissioni per non essere stato sincero; che popolo, che legge!
Se l'Italia e gli italiani, poi, sono divisi tra chi pensa, o dice, "Beato lui", e chi pensa, o dice "Che schifo", tutti sono concordi su un punto: il disprezzo, l'offesa, lo sdegno, verso Karima, che ormai ha perso pure il diritto al suo nome. Non c'è un briciolo di umana comprensione verso questa ragazza che oggi è diciottenne, ma fu una bimba che a 10 anni viveva nelle case famiglie (casualità, casa famiglia di padre Eligio Gelmini, fratello di, ecc.), che a 13 anni incontra Emilio Fede, che la porta da Lele Mora, destino non proprio fortunato, a quella età, che a 16 è già inserita in feste e festini, che dice al telefono "Noemi? Lei è la pupilla, io il culo", frase di una tristezza sconvolgente. Trattata come alcuni pecorai trattano le pecore, escluso che le pecore non vengono travestite da poliziotte; tutte le pecore del Presidente.

8 dicembre 2010

“Alchimie contemporanee”, un percorso d’arte tra arcaicismo e attualità.

“Alchimie contemporanee”, un percorso d’arte tra arcaicismo e attualità.

Una mostra, due artiste; dal 7 al 12 dicembre, in Via del Pellegrino 79, a Roma, sono in mostra le opere di due artiste, Anna Cardone e Lucia Nicolai, una pittrice e una scultrice.

L’allestimento mescola le opere dando risalto a ciò che in comune hanno queste due donne: una sensibilità spiccata per i temi naturali, una manualità eccellente, un ritorno ad argomenti cari alle avanguardie degli anni ’60, quale l’uso di materiali poveri, l’arte del riciclo, l’assemblaggio.

Anna Cardone lavora su tela, curando anche le cornici, in legno riciclato e lavorato da lei stessa; colpiscono le belle rappresentazioni del corpo femminile, dove il movimento e il colore creano passi di danza e fissano momenti di un percorso di genere che spazia dal primitivo alla raffinatezza, dimostrando sensibilità e un multiforme ingegno di artista. In altre opere si coglie un richiamo alla pop art con l’uso di materiali di recupero inseriti a vario titolo nelle tele, dando loro risalto e volume.

Lucia Nicolai opera principalmente con Siporex, ciò che lei chiama “pezzi di muro”, frutto di una ricerca sui materiali avanzati all’edilizia; questo cemento soffiato, recuperato nei cantieri, leggero e poroso, simile alla pomice, si presta ad una lavorazione morbida e carica di energia; con il Siporex Lucia crea figure arcaiche, misteriose, archetipi umani armoniosi e significativi, che trasmettono tranquillità e una certa pienezza di vita interiore che traspare nei volumi.

Non è cosa facile accostare artisti diversi, ma l’operazione è in questo caso ben riuscita, e le tele e le sculture si completano l’una con l’altra in un allestimento ben curato nei particolari e ben accolto nella “cave” del locale in Via del Pellegrino.

In tempi nei quali sentiamo dire che “l’arte non si mangia” è un sollievo vedere persone che dedicano il loro tempo e investono le loro energie in un discorso sull’arte che va al di là della semplice espressione personale, ma tenta un discorso più allargato sui pregi e sui difetti della modernità.

Un ringraziamento particolare va a Isabella Antonelli, curatrice della mostra, dal titolo azzeccato, “Alchimie contemporanee”. Il suo sensibile lavoro di costruzione dell’evento ha dato come risultato una serata inaugurativa piacevole e per niente superficiale, cosa rara di questi tempi.

In queste giornate invernali, tra una corsa e un giro di shopping, vale certamente la pena andare a dare un’occhiata alla mostra, una vera oasi di arte e di profondità.

Claudia Sterzi

5 dicembre 2010

I quotidiani scandali del proibizionismo / Agenda Coscioni di dicembre 2010

Wilma Montesi


di Claudia Sterzi




1975, Italia: le droghe diffuse sono fumo marocchino o indiano, erba, eroina, LSD, anfetamine, cocaina; per la legge italiana, che risale al 1954 e al caso Montesi ( una ragazza morta durante un festino sesso droga e rock and roll al quale partecipavano giovani uomini politici D.C. ), non c'è differenza tra droghe leggere e pesanti, né tra spacciatore e consumatore.

Questa legge, superficiale e proibizionista, nel 1975 ha già prodotto centinaia di morti e migliaia di crimini, ed è in modo chiaro tra i fattori che facilitano lo strepitoso successo commerciale dell'eroina dai ceti alti ai bassi, dalle città ai paesi, fino a diventare la "piaga sociale" che conosceremo negli anni seguenti.



Analizziamo qualche dato, anche se molti dei dati, trattando di fenomeni illegali quindi clandestini, sono in realtà stime; una relazione del Ministero degli Interni, che considera gli anni dal 1990 al 2006, ci dà il numero di 500.000 circa tossicodipendenti segnalati, o persone segnalate come tossicodipendenti. Il 1990 è l’anno di emanazione della Iervolino Vassalli, legge proibizionista che distingue tra droghe e cannabis e tra consumatore e spacciatore, ma che, nel titolo dedicato alla repressione delle sostanze illecite, inizia con le parole: “È vietato l'uso personale di sostanze stupefacenti o psicotrope” ( comma 1, poi abrogato, per referendum radicale, vinto nel 1993 ). Dal 1990 al 2006, la progressione è in netta ascesa, non solo nel numero dei segnalati, ma anche delle sanzioni erogate. Dopo 15 anni di proibizionismo, il numero dei segnalati si è triplicato (12000 nel 1990, 37000 nel 2006), il numero delle sanzioni è quasi decuplicato (850 nel 1990 7200 nel 2006); fra le tendenze degli ultimi anni, che sono tendenze non solo italiane, ma europee e internazionali, si confermano la diminuzione dell’età di approccio, l’aumento del consumo di cocaina e del consumo di droghe sintetiche, il poliuso, cioè l’uso contemporaneo di sostanze diverse, legali ed illegali.



L’Osservatorio europeo stima in 4,5 milioni il numero di adulti che, in Europa, ha consumato cocaina nel 2008; la cocaina attualmente si contende il secondo posto fra le droghe più diffuse in Europa, dopo la canapa e alla pari con le droghe sintetiche. Il meccanismo attraverso il quale l’uso di cocaina è stato incentivato da parte dei distributori è lo stesso già collaudato più volte, quello che permise una rapida ascesa del consumo di eroina negli anni ’70. D’improvviso vengono a mancare gli altri tipi di droga in commercio e viene proposto un nuovo prodotto a prezzo promozionale; in realtà il mercato delle droghe illegali è saldamente organizzato a livello mondiale e ben poco sfugge ad un ferreo controllo centralizzato.

Non stupiscono quindi i recenti sequestri di psicofarmaci contrabbandati illegalmente ed usati insieme all’alcool; infatti la differenza tra psicofarmaco e sostanza psicoattiva non c’è, psicofarmaci, droghe e doping sono sfaccettature di uno stesso mercato, quello chimico-farmaceutico; le prime droghe di sintesi furono inventate nei laboratori delle industrie farmaceutiche e sarebbe assai ingenuo non ipotizzare uno scambio di informazioni tra industria legale e industria illegale.

Le distinzioni classiche tra droghe leggere e pesanti, tra spacciatore e consumatore, tra droga doping psicofarmaci sono fuorvianti; distraggono.

La distinzione tra uso e abuso non viene sottolineata, mentre è fondamentale; non si può parlare di tossicodipendenza in presenza di un uso saltuario di farmaci o di droghe.



La legge che oggi, nel 2010, ci portiamo sulle spalle, modificata nel 2006 dal decreto Fini Giovanardi (vedi Box) non è molto migliore, anzi. Reintroducendo la confusione tra droghe leggere e pesanti ha prodotto disinformazione, vicinanza dei mercati, oltre ad essere di incentivo per la vendita di droghe pesanti, più leggere e comode da trasportare e più redditizie a parità di rischio. La distinzione tra consumatore e spacciatore resta legata ad una quantità troppo ridotta di sostanza, o di principio attivo, e facilmente il semplice consumatore di cannabis viene etichettato come tossicodipendente.






Policemen Escorting the Montesi Family


Didascalia originale: Escorted by police, the family of Wilma Montesi leaves Rome's Palace of Justice after being interrogated in her death, which set off Italy's "scandal of the century." Despite charges that Miss Montesi died after a drug sex party, in which many notables allegedly participated, the Montesi family maintains that her death was accidental. Left to right are: a policeman; Manda, 21; brother, Sergio; her pretty sister, Wanda, 21; her mother, Mrs. Maria Montesi; her father Rodolfo (half hidden); and another policeman.

IMMAGINE:

© Bettmann/CORBIS



DATA DELLO SCATTO

4 ottobre 1954



LUOGO

Rome, Italy



COLLEZIONE

Bettmann