22 giugno 2007

SI STAMPI


Le conclusioni ufficiali del cagre, così come l'altra volta, sono insufficienti, inaffidabili, e anche leggermente irritanti. Così può essere che il 18 di giugno l'azione nonviolenta sia solo sospesa. Almeno la mia.

Si festeggia ma non troppo.

C'è ancora molto da dire e da fare.

Per ora il titolo non si cambia, il blog continua, così come la lotta.

Senza dimenticarsi di chi non mangia perchè non ne ha e di chi non si addormenta per paura di sognare il boia.

21 giugno 2007

SI STAMPI?

La battaglia non è chiaramente finita: la lotta continua. Ci sarà da combattere per far votare la moratoria, per farla approvare, per metterla in pratica.

Cesare Beccaria si rivolta nella tomba, per ora.

Lo Stato, gli Stati, non hanno alcun diritto di decretare la morte di chicchessia; eppure se lo prendono, dando un pessimo esempio ai cittadini.

Altri Stati non se lo prendono a parole, ma operano con polizie segrete e milizie speciali allo stesso scopo.

Quando uno Stato dichiara guerra o imprende una operazione di polizia internazionale, decreta la pena di morte collettiva di una popolazione.

Ci si stupisce che poi le madri ammazzano i figli e i nipoti trucidano i nonni.

Bisognerà pur cominciare da qualche parte, se non vogliamo risprofondare del tutto nella legge del più forte, il che può anche essere.

La moratoria universale delle esecuzioni capitali è solo un primo passo, e anche questo primo passo è così difficile

20 giugno 2007

SOSPENSIONE

Siamo momentaneamente sospesi.
Stiamo lavorando per noi.
Ci scusiamo per il disagio.
Le trasmissioni riprenderanno il 21 giugno.

18 giugno 2007

GIORNO SESSANTATRE/4

hanno già deciso per il 10 ottobre; hanno già ordinato il rinfresco; chiamato le ballerine.
e mica si poteva rovinargli la festa!

GIORNO SESSANTATRE/3


salutiamo come un successo l'impegno formale dei ministri europei a presentare la risoluzione all'apertura della sessione di autunno;

certo era meglio se, ma questa è un'altra storia.

A seguire

conferenza stampa di baffino: conferma dell'impegno formale

discussione sul proseguire della battaglia nonviolenta: interromperanno i nostri eroi lo sciopero della fame?

discussione interna tra me e me: cambiare nome e sottonome a questo blog?
Napolitano ha incontrato i reduci del convegno del santo egidio.
Paragonando la pena di morte alla schiavitù.

GIORNO SESSANTATRE/2


Noi sottoscritti sosteniamo l’iniziativa nonviolenta del primo grande “SATYAGRAHA MONDIALE PER LA PACE” volto a rapidamente promuovere e costruire e realizzare un’ALTERNATIVA STRUTTURALE alla minaccia, alla probabilità di un prossimo tremendo conflitto che, divampando dal Medio Oriente, si estenda rapidamente al mondo intero.
La situazione del Medio Oriente persiste e si aggrava da decenni. Si tratta, dunque, di una situazione strutturale che produce in quanto tale conflittualità costante, e conflitti sempre più gravi continui. E ne minaccia uno - che quasi tutti nel mondo ritengono non solamente possibile ma ormai probabile - dai costi umani e naturali senza precedenti sia per dimensione geografica sia per l’impiego di nuove armi, a cominciare da quelle di attrazione - o distruzione - di massa, medianiche.
Urge, quindi, ormai (se non è già troppo tardi), costruire una pace, come alternativa strutturale, politica e istituzionale, a questo corso rovinoso delle cose.
La Pace come mera petizione di principio ha purtroppo mostrato - ormai quasi da un secolo - i suoi gravi limiti, la sua insufficienza, quando non la sua tragica nocività.La Pace non può essere solo invocata come valore assoluto, va costruita, strutturata e organizzata nel mondo, a partire dal nostro, europeo e mediterraneo.
Europa continentale e Medio Oriente si sono sempre compenetrate e si compenetrano nella storia attraverso i loro popoli mediterranei. La civiltà mediterranea, egizia, greco-romana, bizantina, infine laica e tollerante, ha visto nascere e affermarsi le tre grandi confessioni monoteiste - l’ebraica, la cristiana, l’islamica - proprio in quel suo lembo di terra che oggi sembrerebbe dovere costituire il luogo e la causa di una possibile orrenda apocalisse civile e umana.
Occorre reagire subito.
Il Primo Satyagraha Mondiale per la PACE, di ispirazione gandhiana e nonviolenta, ha per obiettivo un urgente intervento politico e istituzionale, di Riforma delle caratteristiche strutturali delle politiche che si scontrano in Medio Oriente e, a partire da lì, nel mondo.
Il carattere nazionale e sostanzialmente nazionalista, la blindatura ideologica di tutti gli Stati medio -orientali- incluso quello democratico dello Stato di Israele, è un pericolo manifestamente gravissimo, letale per Israele stessa e per l'intera area medio orientale.
Il superamento della sovranità nazionale assoluta come causa di guerre e ipoteca contro lo sviluppo civile e democratico, è alla base del processo federalista europeo, nel quale sono oggi attori pieni 25 Stati democratici, e coinvolti positivamente altri, sì da costituire ormai una comunità di mezzo miliardo di persone dai confini in continua espansione.
E’ un vero scandalo intellettuale, antropologico che Unione europea e Israele, con la convergenza di Stati Uniti, non abbiano di già corretto questa situazione patologica: che la sola democrazia consolidata di un territorio - del quale occupa lo 0,2% - si illuda e quindi scelga lo strumento della sovranità nazionale assoluta, sia portata ad una logica di sopravvivenza necessariamente armata, militare, di perenne stato di eccezione. Dunque, è urgente che Israele operi nel quadro giuridico, civile, politico, dell’Unione europea, quale regione - per ora, sottolineiamo: per ora - di frontiera di una comunità istituzionale di mezzo miliardo di persone, con le sue regole, leggi, giurisdizioni, il suo parlamento democratico e un suo potere esecutivo (di certo imperfetto e inadeguato, ma pur sempre corrispondente e legittimato dai suoi trattati costitutivi).
La Unione europea, e l’intera Comunità internazionale, devono anche intervenire nella situazione Medio Orientale con coerenza, rigore e vigore rispetto alla propria legalità, quella costituita dalle dichiarazioni dei Diritti dell’uomo e da ormai centinaia di altri Trattati, Dichiarazioni con forza di legge, Costituzioni nazionali che li includono nel proprio diritto interno.
In Medio Oriente questo non accade, è anzi spesso tradito, ignorato. Si è sin qui posto l’accento esclusivo sul diritto dei Popoli a uno Stato nazionale, e alla sua assoluta sovranità. In tal modo si realizza l’aberrazione di consolidare anziché rimuovere gli ostacoli, frapposti in tanta parte del mondo, al riconoscimento e all’esercizio dei Diritti umani fondamentali.
Stati nazionali che non si fondano su questi diritti e sul diritto che dovrebbe essere vigente, e non lo è, costituiscono violenza e non diritto, producono guerre civili contro le libertà e la vita dei propri popoli e dei loro membri. I palestinesi hanno innanzitutto il diritto di non vedersi imposto una qualsiasi forma di Stato che non sia espressione e forza dei loro diritti umani, politici, sociali, di coscienza.
Se questo viene acquisito, Palestina, Libano, con Israele e la Giordania a ciò molto vicina, con la Turchia e il Marocco che ha chiesto ufficialmente l’adesione alla Unione europea sin dal 1987, e tutto il sud mediterraneo dove affondano le radici più profonde dell’Europa, vedranno riconosciuti ai propri cittadini e ai loro popoli i diritti di coscienza, sociali, economici, politici senza i quali non v’è libertà, non v’è democrazia, non v’è pace (se non sotto la forma di guerra civile di oppressione del proprio popolo).
E’ per questo obiettivo che ci appelliamo ai democratici del mondo intero, ai suoi Parlamenti, al sistema delle Nazioni Unite che deve tornare a difendere e affermare i valori e le proclamazioni della sua carta costitutiva, al popolo che si è costituito e naviga in internet, la cui libertà sarebbe ulteriormente negata, piegata a nome delle esigenze di guerra e di sicurezza. Tale appello potrà essere raccolto, fatto proprio, vissuto nei giorni del Primo Grande Satyagraha Mondiale per la Pace, per la Vita del Diritto e il Diritto di tutti alla Vita, quale CONCRETA ALTERNATIVA all’altrimenti probabile, prossimo scatenamento di una guerra globale, senza confini geopolitici, etici, umani”.

GIORNO SESSANTATRE


OLTRANZISTI PRIDE

GIORNO SESSANTADUE

domani a roma aspettando godot

16 giugno 2007

GIORNO SESSANTUNO

sono tornata al peso che avevo venti anni fa ma non mi assomiglio più comincio ad avere qualche problemuccio di identità e sto cambiando la pelle come i serpenti
le mie sorti sono appese a quel di baffino che lunedì va a mangiare al cagre chissà come si mangia bene e che belle apparecchiature
azione diretta reale non si può dire ma si può dire automacerazione
lamailing list radicali toscana è muta da un giorno magari è faringite
mah boh

15 giugno 2007

GIORNO SESSANTA


Sta per finire.

e' tutto molto chiaro.

Dopo le ong ho aggiunto alla mia tessera a bollini Panama Brasile Guatemala Messico Nicaragua che cosa mi daranno quando la tessera sarà completa?

Io vorrei la pentola per fondue e quattro forchette.

Si potrebbe avere l'africa contattando le amiche mutilate. Strano che nessuno ci pensi.

quasi quasi mi offendo.




Pena di morte. Il Governo – annuncia Romano Prodi – è assolutamente determinato a presentare immediatamente all’Assemblea generale delle Nazioni Unite la risoluzione pro-moratoria secondo mandati parlamentari, impegni assunti, appello internazionale dei nobel e della campagna politica parlamentare e nonviolenta di NTC e PRT.

Emma Bonino comunica a Prodi e a D’Alema l’impegno di Parigi e di Madrid a sostenere l’iniziativa italiana. Oltrepassati i 50 Nobel tra cui Dalai Lama, Michail Gorbachev e Lech Walesa, l’ex presidente Felipe Gonzales e oltre 500 parlamentari di tutto il mondo.
15 giugno 2007
• comunicato stampa del Partito Radicale e di Nessuno Tocchi Caino
Il Presidente Romano Prodi, incontrando a Palazzo Chigi Emma Bonino, Marco Pannella e Sergio D’Elia il 13 giugno scorso, li ha informati di essere fermamente e “assolutamente” determinato a presentare all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite attualmente in corso la risoluzione pro moratoria con la adeguata, necessaria urgenza, di ciò doverosamente informando il CAGRE che si terrà lunedì 18 giugno prossimo a Bruxelles.
In tal modo si agirà nel pieno rispetto dei reiterati mandati parlamentari italiani ed europei; si adempierà agli impegni assunti dal Governo italiano il 2 gennaio scorso e si darà alla Risoluzione che sarà presentata, piena corrispondenza spesso anche letterale, alla Dichiarazione, proposta lo scorso autunno dal Governo italiano, che ha ricevuto – per il solo suo impegno e sola paternità – già la formale sottoscrizione di 93 Stati Membri sui 192 dell’ONU (essendo ridotti a 50 quelli che serbano nella propria legislazione, e praticano, la pena di morte).
A seguito di ciò si è intensificata la campagna di sostegno al Governo e al Parlamento italiani da parte del Partito Radicale e di Nessuno Tocchi Caino.
1) Ieri, su iniziative di Sergio D’Elia, la Commissione esteri della Camera ha, all’unanimità, per la terza volta, ribadito il mandato di presentare comunque nei prossimi giorni, cioè in tempo utile, la Risoluzione pro-Moratoria all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite informandone l’Unione europea ma con co-sponsor di tutte le Regioni organizzate nell’ambito dell’ONU.
2) Nella stessa data, per iniziative del Presidente del Gruppo liberale al PE Graham Watson e dell’eurodeputato radicale Marco Cappato, tutti i Gruppi Parlamentari del Parlamento europeo hanno ribadito ufficialmente le omogenee e convergenti Risoluzione del 1 Febbraio e del 25 aprile scorso.
3) Contemporaneamente, il Ministro Emma Bonino ha comunicato al Presidente Prodi e al Ministro degli Esteri Massimo D’Alema che il Ministro degli Esteri francese Bernard Kouchner e quello spagnolo Moratinos, da Lei direttamente contattati, hanno assicurato il pieno sostegno all’iniziativa del Governo italiano, del Parlamento europeo, contro qualsiasi ennesimo “rinvio” della presentazione e della relativa votazione della Risoluzione per la Moratoria Universale.
4) Si è intensificata la campagna non solo politica, parlamentare militante e nonviolenta di Nessuno Tocchi Caino e del Partito Radicale. Gli scioperanti della fame a oltranza hanno deciso di protrarre ancora la loro lotta a sostegno del Governo e del Parlamento italiano.
All’appello internazionale al Presidente Prodi hanno aderito oltre 50 Premi Nobel come il Dalai Lama, Michail Gorbachev, Lech Walensa oltre 500 parlamentari da tutto il mondo nonché decine di statisti di livello internazionale.

14 giugno 2007

GIORNO CINQUANTANOVE/2


avevo già scritto un post riassuntivo in poesia di questa bella giornata di digiuno però l'ho perso nelle viscere della rete
il difficile sarà trovare qualcuno che aderisca all'appello dalla santa sede
e dall'alto consiglio dei guardiani della rivoluzione
stai zitto te che t'hanno cacciato dal tuo partito ha detto diliberto a capezzone sarà vero?
forse è successo un giorno che non c'era nessuno a torre argentina daniele è scappato giù per le scale mentre pannella gli tirava dietro le ventierotti leggi di iniziativa popolare e i bilanci del prt dal 2001 ad oggi
chissà in quali cassetti sono finite quelle iniziative popolari che hanno decimato i militonti convinti fraudolentemente di essere sottosegretari in pectore ai tempi gliele avrei tirate dietro anch'io oggi è un pò tardi
anzi mi auguro che faccia tanta strada
mi dà più noia il deputato radicale che fa il pianista e vota per due
quello è un brutto rospo che non mi va giù è già cinque giorni che cerco di ingoiarlo ma a stomaco vuoto proprio non ce la fo
che uomo non sa quello che fa
non dice ciò che pensa
non fa ciò che dice
allora era meglio olivier
allora aridateci andreotti

GIORNO CINQUANTANOVE


Ho avuto un’idea super che riguarda blog siti link soluzioni immaginarie ma me la tengo ancora un po’ per me perché stavolta gratis solo acqua e sole ( se c’è ).