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7 settembre 2007

dal due settembre . . .


c'è una certa stanchezza in questa battaglia perchè tutti spergiurano di non volere altro che la moratoria ma i rimandi e i temporeggiamenti hanno dimensioni estenuanti perchè non si combatte contro un aperto nemico ma contro i nemici mimetizzati nelle burocrazie e nel buonsenso perchè il silenzio dell'informazione è totale e avvolge nella sua impenetrabile nebbia le ragioni e la ragione

         wake me up when september ends

30 agosto 2007

DI NUOVO GIORNO UNO

Oggi, 30 agosto 2007, riprendo lo sciopero della fame a oltranza, sospeso lo scorso 18 giugno per onorare la straordinaria risposta all’appello per la moratoria delle esecuzioni capitali; sciopero della fame come azione nonviolenta di dialogo e sostegno a quanti si sono impegnati a presentare la Risoluzione per la moratoria universale delle esecuzioni capitali al voto nell’imminente apertura dell’ assemblea Onu.

18 giugno 2007

GIORNO SESSANTATRE/4

hanno già deciso per il 10 ottobre; hanno già ordinato il rinfresco; chiamato le ballerine.
e mica si poteva rovinargli la festa!

GIORNO SESSANTATRE/3


salutiamo come un successo l'impegno formale dei ministri europei a presentare la risoluzione all'apertura della sessione di autunno;

certo era meglio se, ma questa è un'altra storia.

A seguire

conferenza stampa di baffino: conferma dell'impegno formale

discussione sul proseguire della battaglia nonviolenta: interromperanno i nostri eroi lo sciopero della fame?

discussione interna tra me e me: cambiare nome e sottonome a questo blog?
Napolitano ha incontrato i reduci del convegno del santo egidio.
Paragonando la pena di morte alla schiavitù.

GIORNO SESSANTATRE/2


Noi sottoscritti sosteniamo l’iniziativa nonviolenta del primo grande “SATYAGRAHA MONDIALE PER LA PACE” volto a rapidamente promuovere e costruire e realizzare un’ALTERNATIVA STRUTTURALE alla minaccia, alla probabilità di un prossimo tremendo conflitto che, divampando dal Medio Oriente, si estenda rapidamente al mondo intero.
La situazione del Medio Oriente persiste e si aggrava da decenni. Si tratta, dunque, di una situazione strutturale che produce in quanto tale conflittualità costante, e conflitti sempre più gravi continui. E ne minaccia uno - che quasi tutti nel mondo ritengono non solamente possibile ma ormai probabile - dai costi umani e naturali senza precedenti sia per dimensione geografica sia per l’impiego di nuove armi, a cominciare da quelle di attrazione - o distruzione - di massa, medianiche.
Urge, quindi, ormai (se non è già troppo tardi), costruire una pace, come alternativa strutturale, politica e istituzionale, a questo corso rovinoso delle cose.
La Pace come mera petizione di principio ha purtroppo mostrato - ormai quasi da un secolo - i suoi gravi limiti, la sua insufficienza, quando non la sua tragica nocività.La Pace non può essere solo invocata come valore assoluto, va costruita, strutturata e organizzata nel mondo, a partire dal nostro, europeo e mediterraneo.
Europa continentale e Medio Oriente si sono sempre compenetrate e si compenetrano nella storia attraverso i loro popoli mediterranei. La civiltà mediterranea, egizia, greco-romana, bizantina, infine laica e tollerante, ha visto nascere e affermarsi le tre grandi confessioni monoteiste - l’ebraica, la cristiana, l’islamica - proprio in quel suo lembo di terra che oggi sembrerebbe dovere costituire il luogo e la causa di una possibile orrenda apocalisse civile e umana.
Occorre reagire subito.
Il Primo Satyagraha Mondiale per la PACE, di ispirazione gandhiana e nonviolenta, ha per obiettivo un urgente intervento politico e istituzionale, di Riforma delle caratteristiche strutturali delle politiche che si scontrano in Medio Oriente e, a partire da lì, nel mondo.
Il carattere nazionale e sostanzialmente nazionalista, la blindatura ideologica di tutti gli Stati medio -orientali- incluso quello democratico dello Stato di Israele, è un pericolo manifestamente gravissimo, letale per Israele stessa e per l'intera area medio orientale.
Il superamento della sovranità nazionale assoluta come causa di guerre e ipoteca contro lo sviluppo civile e democratico, è alla base del processo federalista europeo, nel quale sono oggi attori pieni 25 Stati democratici, e coinvolti positivamente altri, sì da costituire ormai una comunità di mezzo miliardo di persone dai confini in continua espansione.
E’ un vero scandalo intellettuale, antropologico che Unione europea e Israele, con la convergenza di Stati Uniti, non abbiano di già corretto questa situazione patologica: che la sola democrazia consolidata di un territorio - del quale occupa lo 0,2% - si illuda e quindi scelga lo strumento della sovranità nazionale assoluta, sia portata ad una logica di sopravvivenza necessariamente armata, militare, di perenne stato di eccezione. Dunque, è urgente che Israele operi nel quadro giuridico, civile, politico, dell’Unione europea, quale regione - per ora, sottolineiamo: per ora - di frontiera di una comunità istituzionale di mezzo miliardo di persone, con le sue regole, leggi, giurisdizioni, il suo parlamento democratico e un suo potere esecutivo (di certo imperfetto e inadeguato, ma pur sempre corrispondente e legittimato dai suoi trattati costitutivi).
La Unione europea, e l’intera Comunità internazionale, devono anche intervenire nella situazione Medio Orientale con coerenza, rigore e vigore rispetto alla propria legalità, quella costituita dalle dichiarazioni dei Diritti dell’uomo e da ormai centinaia di altri Trattati, Dichiarazioni con forza di legge, Costituzioni nazionali che li includono nel proprio diritto interno.
In Medio Oriente questo non accade, è anzi spesso tradito, ignorato. Si è sin qui posto l’accento esclusivo sul diritto dei Popoli a uno Stato nazionale, e alla sua assoluta sovranità. In tal modo si realizza l’aberrazione di consolidare anziché rimuovere gli ostacoli, frapposti in tanta parte del mondo, al riconoscimento e all’esercizio dei Diritti umani fondamentali.
Stati nazionali che non si fondano su questi diritti e sul diritto che dovrebbe essere vigente, e non lo è, costituiscono violenza e non diritto, producono guerre civili contro le libertà e la vita dei propri popoli e dei loro membri. I palestinesi hanno innanzitutto il diritto di non vedersi imposto una qualsiasi forma di Stato che non sia espressione e forza dei loro diritti umani, politici, sociali, di coscienza.
Se questo viene acquisito, Palestina, Libano, con Israele e la Giordania a ciò molto vicina, con la Turchia e il Marocco che ha chiesto ufficialmente l’adesione alla Unione europea sin dal 1987, e tutto il sud mediterraneo dove affondano le radici più profonde dell’Europa, vedranno riconosciuti ai propri cittadini e ai loro popoli i diritti di coscienza, sociali, economici, politici senza i quali non v’è libertà, non v’è democrazia, non v’è pace (se non sotto la forma di guerra civile di oppressione del proprio popolo).
E’ per questo obiettivo che ci appelliamo ai democratici del mondo intero, ai suoi Parlamenti, al sistema delle Nazioni Unite che deve tornare a difendere e affermare i valori e le proclamazioni della sua carta costitutiva, al popolo che si è costituito e naviga in internet, la cui libertà sarebbe ulteriormente negata, piegata a nome delle esigenze di guerra e di sicurezza. Tale appello potrà essere raccolto, fatto proprio, vissuto nei giorni del Primo Grande Satyagraha Mondiale per la Pace, per la Vita del Diritto e il Diritto di tutti alla Vita, quale CONCRETA ALTERNATIVA all’altrimenti probabile, prossimo scatenamento di una guerra globale, senza confini geopolitici, etici, umani”.

GIORNO SESSANTATRE


OLTRANZISTI PRIDE

GIORNO SESSANTADUE

domani a roma aspettando godot

16 giugno 2007

GIORNO SESSANTUNO

sono tornata al peso che avevo venti anni fa ma non mi assomiglio più comincio ad avere qualche problemuccio di identità e sto cambiando la pelle come i serpenti
le mie sorti sono appese a quel di baffino che lunedì va a mangiare al cagre chissà come si mangia bene e che belle apparecchiature
azione diretta reale non si può dire ma si può dire automacerazione
lamailing list radicali toscana è muta da un giorno magari è faringite
mah boh

15 giugno 2007

GIORNO SESSANTA


Sta per finire.

e' tutto molto chiaro.

Dopo le ong ho aggiunto alla mia tessera a bollini Panama Brasile Guatemala Messico Nicaragua che cosa mi daranno quando la tessera sarà completa?

Io vorrei la pentola per fondue e quattro forchette.

Si potrebbe avere l'africa contattando le amiche mutilate. Strano che nessuno ci pensi.

quasi quasi mi offendo.




Pena di morte. Il Governo – annuncia Romano Prodi – è assolutamente determinato a presentare immediatamente all’Assemblea generale delle Nazioni Unite la risoluzione pro-moratoria secondo mandati parlamentari, impegni assunti, appello internazionale dei nobel e della campagna politica parlamentare e nonviolenta di NTC e PRT.

Emma Bonino comunica a Prodi e a D’Alema l’impegno di Parigi e di Madrid a sostenere l’iniziativa italiana. Oltrepassati i 50 Nobel tra cui Dalai Lama, Michail Gorbachev e Lech Walesa, l’ex presidente Felipe Gonzales e oltre 500 parlamentari di tutto il mondo.
15 giugno 2007
• comunicato stampa del Partito Radicale e di Nessuno Tocchi Caino
Il Presidente Romano Prodi, incontrando a Palazzo Chigi Emma Bonino, Marco Pannella e Sergio D’Elia il 13 giugno scorso, li ha informati di essere fermamente e “assolutamente” determinato a presentare all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite attualmente in corso la risoluzione pro moratoria con la adeguata, necessaria urgenza, di ciò doverosamente informando il CAGRE che si terrà lunedì 18 giugno prossimo a Bruxelles.
In tal modo si agirà nel pieno rispetto dei reiterati mandati parlamentari italiani ed europei; si adempierà agli impegni assunti dal Governo italiano il 2 gennaio scorso e si darà alla Risoluzione che sarà presentata, piena corrispondenza spesso anche letterale, alla Dichiarazione, proposta lo scorso autunno dal Governo italiano, che ha ricevuto – per il solo suo impegno e sola paternità – già la formale sottoscrizione di 93 Stati Membri sui 192 dell’ONU (essendo ridotti a 50 quelli che serbano nella propria legislazione, e praticano, la pena di morte).
A seguito di ciò si è intensificata la campagna di sostegno al Governo e al Parlamento italiani da parte del Partito Radicale e di Nessuno Tocchi Caino.
1) Ieri, su iniziative di Sergio D’Elia, la Commissione esteri della Camera ha, all’unanimità, per la terza volta, ribadito il mandato di presentare comunque nei prossimi giorni, cioè in tempo utile, la Risoluzione pro-Moratoria all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite informandone l’Unione europea ma con co-sponsor di tutte le Regioni organizzate nell’ambito dell’ONU.
2) Nella stessa data, per iniziative del Presidente del Gruppo liberale al PE Graham Watson e dell’eurodeputato radicale Marco Cappato, tutti i Gruppi Parlamentari del Parlamento europeo hanno ribadito ufficialmente le omogenee e convergenti Risoluzione del 1 Febbraio e del 25 aprile scorso.
3) Contemporaneamente, il Ministro Emma Bonino ha comunicato al Presidente Prodi e al Ministro degli Esteri Massimo D’Alema che il Ministro degli Esteri francese Bernard Kouchner e quello spagnolo Moratinos, da Lei direttamente contattati, hanno assicurato il pieno sostegno all’iniziativa del Governo italiano, del Parlamento europeo, contro qualsiasi ennesimo “rinvio” della presentazione e della relativa votazione della Risoluzione per la Moratoria Universale.
4) Si è intensificata la campagna non solo politica, parlamentare militante e nonviolenta di Nessuno Tocchi Caino e del Partito Radicale. Gli scioperanti della fame a oltranza hanno deciso di protrarre ancora la loro lotta a sostegno del Governo e del Parlamento italiano.
All’appello internazionale al Presidente Prodi hanno aderito oltre 50 Premi Nobel come il Dalai Lama, Michail Gorbachev, Lech Walensa oltre 500 parlamentari da tutto il mondo nonché decine di statisti di livello internazionale.

14 giugno 2007

GIORNO CINQUANTANOVE/2


avevo già scritto un post riassuntivo in poesia di questa bella giornata di digiuno però l'ho perso nelle viscere della rete
il difficile sarà trovare qualcuno che aderisca all'appello dalla santa sede
e dall'alto consiglio dei guardiani della rivoluzione
stai zitto te che t'hanno cacciato dal tuo partito ha detto diliberto a capezzone sarà vero?
forse è successo un giorno che non c'era nessuno a torre argentina daniele è scappato giù per le scale mentre pannella gli tirava dietro le ventierotti leggi di iniziativa popolare e i bilanci del prt dal 2001 ad oggi
chissà in quali cassetti sono finite quelle iniziative popolari che hanno decimato i militonti convinti fraudolentemente di essere sottosegretari in pectore ai tempi gliele avrei tirate dietro anch'io oggi è un pò tardi
anzi mi auguro che faccia tanta strada
mi dà più noia il deputato radicale che fa il pianista e vota per due
quello è un brutto rospo che non mi va giù è già cinque giorni che cerco di ingoiarlo ma a stomaco vuoto proprio non ce la fo
che uomo non sa quello che fa
non dice ciò che pensa
non fa ciò che dice
allora era meglio olivier
allora aridateci andreotti

GIORNO CINQUANTANOVE


Ho avuto un’idea super che riguarda blog siti link soluzioni immaginarie ma me la tengo ancora un po’ per me perché stavolta gratis solo acqua e sole ( se c’è ).

13 giugno 2007

GIORNO CINQUANTOTTO/2

Perle di saggezza per ostriche bulimiche:

al sindacato non far sapere
quanto è bello digiunare senza pere

cazzate di sera
moratoria si spera

tanto va d’alema al cagre
che ci lascia il suo baffino

Ho portato il mio mattoncino alle adesioni all'appello.
Ho seguitato a dialogare imperterrita.
Qualche volta ho una fame arrabbio ma allora penso al mio amico e la fame passa come per incanto.

GIORNO CINQUANTA OTTO


Sit in

rai sitting

tutti giù per terra davanti alla rai

davanti la sede del centro di produzione RAI di via Teulada di : Marco Pannella, Marco Beltrandi, Rita Bernardini, Marco Perduca, Sergio D'Elia, Elisabetta Zamparutti, Rocco Berardo, e Simone Pazienza per non essere stati ammessi come pubblico alla trasmissione Ballarò.

siederò ballarò vivrò senza te

se non lo avessi udito a rr e visto sul sito di rr non lo saprei.

Così come non saprei il notizione che ha firmato l'appello il dalai lama; appena ha udito il messaggio che gli ho lasciato in segreteria telepatica ha chiamato mellano ( niente stupore, dio risponde a bush! ) e gli ha comunicato la sua adesione.

12 giugno 2007

GIORNO CINQUANTASETTE


Che meraviglia ogni giorno più digiuno più mi arrivano buone notizie se tutti sapessero quanto porta bene il digiuno l'esselunga fallirebbe.

onde per poco il cuor non si spaura.

sono di un saldo che mi fo paura da sola.

Simpatico intervento di marco cecchi, che aveva letto l'articolo "Disubbidienza civile? No, grazie"

Silenzio assenso da torre argentina.

Marco pannella dà del bulimico a daniele capezzone, daniele capezzone dà della comare a emma bonino, è tutto un darsi tuoni fulmini scintille quante energie fresche fresche per nonno giacinto! Per la moratoria, per la seggiola all'onu ( se avendo i tavoli ci mancavan le poltrone, ci si può accontentare anche delle seggiole ), per una cassaforte piena di quattrini per il partito radicale!

Hasta la moratoria siempre!

Elisabetta Zamparutti ha parlato di un partito che è ridotto a un osso senza carne, come gli oltranzisti. Solito discorso: limite o forza? Per me non c'è dubbio. Essere all'osso è una risorsa che ci permette di ripartire dalle ossa, dai semi. Le ossa ripulite sono l'autonomia, l'autodeterminazione, la legalità, l'antiproibizionismo; sono ossa piuttosto carnose!
Aggiungo: libertà e nonviolenza. Che bel mucchio di ossa!
Mi sento soddisfatta dal livello basso di intolleranza e violenza da me raggiunto in questi 56 giorni, in assoluto e in relativo. Ho cercato il dialogo. Ho fatto un'eccezione, è vero. Ma essendo oltre che radicale, patafisica, lo studio dell'eccezione è impegno al quale non mi sottraggo. Ho offeso la mamma a ( non di, a ) Marco Cecchi.
L'insulto è andato in onda nella mailing list toscana, che raccomando per uno studio di psicopatologia di massa, me compresa.
Solo i toscani, infatti, possono apprezzare l'alto valore antropologico, simbolico, culturale nonchè accademico dell'espressione.
Poi, anch'io sono una mamma.

11 giugno 2007

GIORNO CINQUANTASEI

Giornata di quotidiano massacrante; dove una cittadina da 56 giorni a digiuno deve combattere con la burocrazia della provincia di arezzo, ente per il quale una parola è poco e due son troppe, per ottenere ciò a cui ha pieno diritto; poi si deve trascinare, in tacchi alti e gran montura, in treno fino a prato per colloquio di lavoro peraltro andato bene. Poi sorbirsi tre ore di consulenza sociologica per avere i soldi per pagarsi il treno di ritorno e le sigarette e le aranciate dei prossimi giorni. La suddetta cittadina rivolge comunque un pensiero affettuoso al piccolo amico che i soldi per le aranciate non li ha mai avuti ( nella foto mentre legge il nuovo comunicato ).
11 giugno 2007

"Continuiamo la nostra azione nonviolenta e lancio il mio appello al presidente del Consiglio, Romano Prodi, affinché depositi nelle prossime ore, insieme al gruppo di paesi di tutti i continenti che si sono già manifestati, il progetto della risoluzione definitivo per la moratoria universale della pena di morte, affinché sia portato al voto entro la sessione in corso dell'Assemblea generale. Abbiamo bisogno che tutti scendano davvero in campo in queste ore, perché il sostegno, come quello nobile di Berlusconi, è necessario più che mai". Lo ha dichiarato il leader dei Radicali, Marco Pannella, in occasione di una conferenza stampa che si è appena conclusa presso la sede del partito.
"Continuiamo nello sciopero della fame, seppur interrompiamo quello della sete - aggiunge il leader dei Radicali - sperando di poterlo interrompere dopo aver raggiunto l'obiettivo. Tutto dipende dall'informazione, 'la grande scomparsa', che ieri con Mediaset è tornata a manifestarsi. C'è una lobby potente che riesce a impedire che la maggioranza a favore della moratoria presenti la risoluzione all'Assemblea generale dell'Onu".
"Da oggi - conclude Pannella - si moltiplicano le forze militanti per irrobustire questa iniziativa. Tutto si dovrebbe decidere il 18 giugno, e siamo fermi nella convinzione che la regola dettata dalla lucidità della non violenza, ci permetta oggi di sperare e ottenere che si rispetti la legalità dei parlamenti dei paesi che hanno aderito".


GIORNO 55/56



Pena morte. Straordinaria adesione da tutto il mondo all'appello per la Moratoria subito. Anche il presidente Berlusconi sostiene l'iniziativa.
Roma, 10 giugno 2007

All'appello promosso dal Partito Radicale Transnazionale e da Nessuno tocchi Caino che chiede al Governo italiano di presentare in queste ore la risoluzione per la moratoria universale delle esecuzioni capitali all'Assemblea generale delle Nazioni Unite in corso hanno già aderito in queste prime ore:
Personalità internazionali:
21 i Premi Nobel: Shirin Ebadi (pace), Dario Fo (letteratura), Rita Levi Montalcini (medicina), Arvid Carlsson (medicina), Mairead Corrigan Maguire (pace), Sir Harold W. Kroto (chimica), Erwin Neher (medicina), Richard J. Roberts (medicina), Jens C. Skou (chimica), Betty Williams (pace), Peter Agre (chimica), Paul Nurse (fisiologia), John Walker (chimica), Richard Ernst (chimica), Val Fitch (fisica), Jean-Marie Lehn (chimica), Roald Hoffmann (chimica), Sheldon Lee Glashow (fisica), John Polanyi (chimica), Reinhard Selten (economia), Carlos felipe Ximenes Belo (pace).
Tra le altre 10 personalità membri di Governo: Bronislav Geremek, ex ministro degli esteri polacco, Pandeli Maiko, ex primo ministro albanese, Daniel Ducarne (Ministro belga), Ovidiu Ioan Silaghi Ministro Piccole imprese Commercio Turismo (Governo Romania), Emma Bonino, Ministro Politiche Europee e Commercio Internazionale
A livello istituzionale:
Inedita e straordinaria adesione dei Presidenti di tutti i Gruppi parlamentari della Camera e del Senato (tranne il Pres. Castelli, mentre alla Camera ha aderito anche il Pres. Maroni).
I Senatori a vita: Rita Levi Montalcini, Giulio Andreotti, Emilio Colombo, Sergio Pininfarina e Francesco Cossiga.
Inoltre, hanno firmato 150 parlamentari da tutto il mondo e 4 Presidenti di Regione, 8 Presidenti di Provincia, 79 Sindaci.
Società civile: 10 ONG, e 15 testimonial tra cui Ornella Vanoni, Beppe Grillo, Eugenio Bennato, Lina Sastri, Enrico Ruggeri e Paolo Belli
Segue il testo dell'appello
Noi sottoscritti,
Conosciamo fin dal 1994, e riconosciamo in queste ultime settimane, la leadership dei Governi e del Movimento Pro-Moratoria italiani a favore della proclamazione di una Moratoria universale della pena di morte alle Nazioni unite. Riteniamo che, dopo anni di rinvii e ricerche di consensi dell'Unione europea in quanto tale non richiesti né necessari, il tempo per l'azione al Palazzo di Vetro sia dunque arrivato. Ci appelliamo quindi al Presidente del Consiglio Romano Prodi, dando seguito alle delibere del Parlamento italiano e agli inviti e riconoscimenti del Parlamento europeo, affinché depositi nelle prossime ore, assieme al gruppo di paesi di tutti i continenti che si sono già manifestati, il progetto di risoluzione definito sulla base della Dichiarazione di associazione del dicembre scorso già sottoscritta da 93 paesi, per la Moratoria universale della pena di morte, al fine di porlo al voto entro la sessione in corso dell'Assemblea generale.

10 giugno 2007

GIORNO CINQUANTACINQUE/2



Pannella: lo sciopero “AD OLTRANZA” prosegue, anche se dobbiamo constatare con immensa riconoscenza che in queste ore sta montando la ribellione della comunità internazionale contro la ultradecennale ostruzione messa in opera per impedire alle Nazioni Unite di proclamare quella Moratoria Universale, per la quale già dal 1994 vi era la maggioranza, oggi divenuta assoluta. Mi permetto di mormorare: “Che bel Satyagraha, così bello che non finirà, comunque, qui”.
Roma, 10 giugno 2007
• Dichiarazione di Marco Pannella
Ho comunicato al Presidente Prodi lo straordinario afflusso di consensi all’appello a lui rivolto perché “nelle prossime ore” assicuri il deposito della Risoluzione per la moratoria all’Assemblea Generale in corso delle Nazioni Unite. Continuano a giungere adesioni da tutto il mondo, Premi Nobel,

Perché si compia questo grande atto di speranza.Cionondimeno riteniamo essere doverosa, opportuna prudenza, per ora, continuare a dar corpo e voce alla grande iniziativa nonviolenta di sciopero della fame AD OLTRANZA. Domani mattina alle ore 11 in una conferenza stampa, alla quale ci auguriamo che saranno presenti giornalisti non votati al sacrificio solito delle notizie “provenienti dal mondo radicale” illustreremo le valutazioni che potremo fare etc. Nel frattempo è doveroso da parte nostra ringraziare anche Silvio Berlusconi per la sua presa di posizione così netta. Siamo certi che il Governo, il Presidente Prodi, vorranno far tesoro della nostra militante, inerme ma non inerte, lotta e sostegno.

GIORNO CINQUE CINQUE 55


ancora pochi giorni, ancora poche ore


... poi gli darò la voce, il detonatore .... ( Fabrizio de André, Storia di un impiegato )




,,Certo bisogna farne di strada


da una ginnastica d'obbedienza


fino ad un gesto molto più umano


che ti dia il senso della violenza


però bisogna farne altrettanta


per diventare così coglioni


da non riuscire più a capire


che non ci sono poteri buoni,,






anche se ci sarebbe discutere sul fatto che non ci sono poteri buoni; si se corrisponde a "non ci sono poteri cattivi". Il potere è.

9 giugno 2007

GIORNO CINQUANTAQUATTRO


giornata bellissima che sarà superata solo dal giorno in cui smetteremo il digiuno e festeggeremo la moratoria universale della pena di morte.
1 - è uscita una intera pagina sull'iniziativa e sul digiuno e su di me.
Il Firenze, laddove scrive anche il mio direttore preferito, Massimo Bordin, e il mio compagno di liceo, nonchè giornalista senza frontiere, Marcelli, ha pubblicato un bell'articolo di Tommaso Galligani. Si potrebbe dire che non lo faccio per protestare, e tantomeno con l'onu, ma che il mio è un digiuno di dialogo con il governo italiano perchè rispetti i suoi impegni, ma l'errore è stato fatto in buona fede, per quanto mi fossi spiegata, il linguaggio radicale è complesso e viene rimosso facilmente dalla memoria.
2 - Martini ha aderito all'appello; non so quanto abbia influito la mia lettera, e l'articolo e l'adesione di nencini e di Venerdì ( simpatico soprannome popolare che il sindaco di firenze si è meritato ), le comparsate ai tre tg, ma fatto sta che ha aderito, ecco la notizia:
"Un'adesione in prima persona ma che sono convinto interpreti i sentimenti e la volontà di una comunità come quella toscana, da sempre in prima fila nell'impegno contro la pena di morte e, ai tempi del Granducato, primo stato al mondo ad abolire la pena capitale". E' con queste convinzioni che il presidente della Regione Toscana annuncia l'adesione all'appello lanciato da Nessuno tocchi Caino e dal partito radicale, insieme a numerosi parlamentari e a personalità del mondo della cultura e dell'arte, perché il governo italiano riassuma con forza la sua leadership nell'iniziativa internazionale per la moratoria mondiale delle esecuzioni capitale. Nell'appello si chiede infatti che l'Italia provveda a depositare presso le Nazioni Unite il progetto di risoluzione - già definito e fatto proprio da 93 paesi - in modo che esso possa essere votato entro la sessione in corso dell'Assemblea generale. "Duecentoventi anni dopo la storica abolizione da parte del Granducato di Toscana - spiega ancora il presidente - la pena capitale è ancora una battaglia di civiltà da vincere e la Toscana intende combatterla da protagonista, come ha fatto negli anni passati con straordinarie mobilitazioni delle istituzioni e della società civile. Per questo appoggeremo con forza il governo italiano in ogni iniziativa che intenderà adottare per la sospensione di ogni esecuzione in qualunque paese del mondo".
3 - ah!, dulcis in fondo . . . pannella mi ha riconosciuto e in pubblico, durante la direzione alla quale ero stata invitata, mi ha chiamato per nome e mi ha detto cose che sono state un balsamo, che dico? un elisir miracoloso per le mie annose ferite radicali.
Lieta e soddisfatta me ne vado a dormire, sempre a digiuno, ancora poche ore, con il risultato alla nostra portata. Ma per oggi ho fatto anche troppo.

8 giugno 2007

GIORNO CINQUANTA E TRE/2


STORIA ( un po’ romanzata ma vera ) DI UNA SIGARETTA

C’era una volta un pacchetto da 10 di Muratti Ambassador; un pacchetto come tutti gli altri, anonimo, impilato con altri pacchetti uguali sugli scaffali di una tabaccheria.
Un giorno il pacchetto fu acquistato da un funzionario RAI, la cui vita poteva essere definita, come minimo, agiata e ricca di privilegi.
“Che culo!” dissero 9 delle 10 sigarette in coro “siamo finite in mano di un ricco signore, che ci fumerà in begli ambienti, con mani curate e polsini di stoffa pregiata!”
“Io” disse una sigarettina in seconda fila “a queste cose non ci bado! Spero solo di poter vivere all’aria aperta più possibile e di finire fumata fino in fondo, non spenta a metà, accartocciata tra cicche e cenere.”
Il funzionario, aperto il pacchetto, ne fumò una, ma non se la gustò; comprava pacchetti da 10 perché detestava il suo stesso vizio, e la spense nauseato dopo tre tiri, accartocciandola miseramente nel portacenere di alabastro con decorazioni d’argento.
Così per la seconda e per la terza.
Ora accadde che quel giorno un gruppo di 8 parlamentari e dirigenti radicali, esasperati e disperati per il furto di verità che ogni giorno la RAI perpetrava a danno dei cittadini, occupò la sede RAI di Viale Mazzini; pensavano di occupare qualche ora e venir via. Invece l’azione prese loro la mano e a sera erano ancora lì, senza sigarette perché nel frattempo erano finite.
“Scusi” disse uno degli occupanti al funzionario RAI “avrebbe mica una sigaretta?”
“Ma certo” disse lui, che in fondo e non solo in fondo era divertito dal diversivo “anzi, tenete il pacchetto”.
Così le sigarette rimaste finirono nella borsa della segretaria di Radicali Italiani, senatora eletta ma mai nominata per via di certi brogli.
Ma le Muratti Ambassador non piacevano a nessuno degli occupanti, e seppure spinti dalla necessità a fumarle, ne lasciarono una. Ci credereste? Era proprio la nostra sigarettina deviante.
Qualche giorno dopo, durante una sospensione dello sciopero della fame per la legalità, che ormai durava da quaranta anni, la segretaria andò a mangiare una pizza con altre quattro donne radicali, dirigenti e militanti, più che storiche, d.o.c.
Al momento di tirare fuori il portafoglio per pagare, vide in fondo alla borsa il pacchetto, e lo regalò alla militante povera che era lì per caso e per la moratoria universale della pena di morte.
“Grazie” disse la transitante militante “le Muratti non mi piacciono, ma la terrò per ricordo”.
Gettò il pacchetto e mise la sigarettina in mezzo alle sue.
Poco dopo, in Largo di Torre Argentina, furono avvicinate da un orrido barbone che, tra gesti osceni e sguardi offuscati, chiese loro una sigaretta.
“Tieni!” disse la militante povera “questa viene dal settimo piano!”
Il barbone la prese, la fumò quasi fino al filtro e conservò religiosamente il mozzicone fino alla mattina dopo, realizzando così l'ultimo desiderio di una sigaretta.
Verde è la foglia, stretta la via,
dite la vostra che ho detto la mia.