8 giugno 2007

ALLE PORTE COI SASSI




Ancora qualche giorno; due, tre. Di rimandi, di gerundi, di rimpalli, poi il silenzio scenderà sulla moratoria delle esecuzioni capitali. La sessione dell’Onu finirà, tutti andranno a godersi le immeritate vacanze, per riparlarne, forse, a ottobre.
A ottobre qualche altro centinaio di donne e uomini qualsiasi, colpevoli e/o innocenti, saranno stati uccisi nei molti modi che gli Stati inventano per eseguire le pene di morte: chi impiccato, chi fucilato, chi sbruciacchiato sulla sedia elettrica.
A ottobre magari qualche altro attentato terroristico avrà già mobilitato l’opinione pubblica e l’opinione dell’Onu in direzione opposta alla moratoria.
Marco Pannella con il suo carrozzone di radicali ( se tanti parlano di baracca, potrò ben parlare di carrozzone! ) profeticamente digiuna, si agita e si adopra perché questo non succeda, perché in questi ultimi giorni sia possibile cambiare la storia e rispettare la volontà dei cittadini italiani e europei, che hanno impegnato, attraverso i loro parlamenti che li rappresentano, i Governi a presentare la Risoluzione per la moratoria già dallo scorso luglio, per l’Italia, e da questa primavera per l’Europa.
Ma che cosa importa e a chi la volontà dei cittadini? In questa presente rappresentazione della democrazia, la volontà dei cittadini conta come il due di picche.
Il rispetto delle regole è viziato dalla logica “due pesi, due misure”.
Se un disgraziato cittadino viola un qualche minuscolo regolamento celato nelle pieghe della burocrazia, si ritrova vessato da processi, multe, fermi amministrativi, sanzioni, e chi più ne ha più ne metta; non altrettanto quando un Governo viola regole fondamentali come le delibere del parlamento o i risultati dei referendum popolari. Niente sanzioni, niente multe, niente pene.
Come al tempo dei Borboni, anzi peggio, perché tutto avviene con modalità più sottili, che tolgono al cittadino la voglia e l’energia per andare sotto i palazzi con i forconi a reclamare giustizia.
Non c’è pace senza giustizia? Ben venga per i venditori di armi; per i produttori di sedie elettriche e i carpentieri di forche, la mancata pace e la mancata giustizia.
Se questo è il mondo che vogliamo, questo risprofondare nella parte più oscura del medioevo, questo “occhio per occhio, dente per dente” che sembra ogni giorno di più tornare di moda, promosso dagli Stati, accettato dai cittadini; questa voglia di vendetta, di sangue e di carne bruciata.
Se questo è quello che volete, rimanete a casa, date retta ai telegiornali, ai giornali; non documentatevi, e soprattutto non aprite i siti radicali, non ascoltate Radio Radicale, e quando, ogni venti anni, appare Marco Pannella, cambiate subito canale; sarete accontentati molto presto.

GIORNO CINQUANTA E TRE/2


STORIA ( un po’ romanzata ma vera ) DI UNA SIGARETTA

C’era una volta un pacchetto da 10 di Muratti Ambassador; un pacchetto come tutti gli altri, anonimo, impilato con altri pacchetti uguali sugli scaffali di una tabaccheria.
Un giorno il pacchetto fu acquistato da un funzionario RAI, la cui vita poteva essere definita, come minimo, agiata e ricca di privilegi.
“Che culo!” dissero 9 delle 10 sigarette in coro “siamo finite in mano di un ricco signore, che ci fumerà in begli ambienti, con mani curate e polsini di stoffa pregiata!”
“Io” disse una sigarettina in seconda fila “a queste cose non ci bado! Spero solo di poter vivere all’aria aperta più possibile e di finire fumata fino in fondo, non spenta a metà, accartocciata tra cicche e cenere.”
Il funzionario, aperto il pacchetto, ne fumò una, ma non se la gustò; comprava pacchetti da 10 perché detestava il suo stesso vizio, e la spense nauseato dopo tre tiri, accartocciandola miseramente nel portacenere di alabastro con decorazioni d’argento.
Così per la seconda e per la terza.
Ora accadde che quel giorno un gruppo di 8 parlamentari e dirigenti radicali, esasperati e disperati per il furto di verità che ogni giorno la RAI perpetrava a danno dei cittadini, occupò la sede RAI di Viale Mazzini; pensavano di occupare qualche ora e venir via. Invece l’azione prese loro la mano e a sera erano ancora lì, senza sigarette perché nel frattempo erano finite.
“Scusi” disse uno degli occupanti al funzionario RAI “avrebbe mica una sigaretta?”
“Ma certo” disse lui, che in fondo e non solo in fondo era divertito dal diversivo “anzi, tenete il pacchetto”.
Così le sigarette rimaste finirono nella borsa della segretaria di Radicali Italiani, senatora eletta ma mai nominata per via di certi brogli.
Ma le Muratti Ambassador non piacevano a nessuno degli occupanti, e seppure spinti dalla necessità a fumarle, ne lasciarono una. Ci credereste? Era proprio la nostra sigarettina deviante.
Qualche giorno dopo, durante una sospensione dello sciopero della fame per la legalità, che ormai durava da quaranta anni, la segretaria andò a mangiare una pizza con altre quattro donne radicali, dirigenti e militanti, più che storiche, d.o.c.
Al momento di tirare fuori il portafoglio per pagare, vide in fondo alla borsa il pacchetto, e lo regalò alla militante povera che era lì per caso e per la moratoria universale della pena di morte.
“Grazie” disse la transitante militante “le Muratti non mi piacciono, ma la terrò per ricordo”.
Gettò il pacchetto e mise la sigarettina in mezzo alle sue.
Poco dopo, in Largo di Torre Argentina, furono avvicinate da un orrido barbone che, tra gesti osceni e sguardi offuscati, chiese loro una sigaretta.
“Tieni!” disse la militante povera “questa viene dal settimo piano!”
Il barbone la prese, la fumò quasi fino al filtro e conservò religiosamente il mozzicone fino alla mattina dopo, realizzando così l'ultimo desiderio di una sigaretta.
Verde è la foglia, stretta la via,
dite la vostra che ho detto la mia.

GIORNO CINQUANTA E TRE


fine della sospensione. da ieri. queste sospensioni rovinano il corpo e lo spirito. propongo di sospenderle.

In anteprima per voi, l'appello che in questo momento dirigenti transitanti nonviolenti digiunatori danneggiatori stanno diffondendo per tutto il globo:


Noi sottoscritti:conosciamo fin dal 1994, e riconosciamo in queste ultime settimane, la leadership del Governo italiano a favore della proclamazione di una Moratoria universale della pena di morte alle Nazioni unite. Riteniamo che, dopo anni di rinvii e ricerche di consensi dell'Unione europea in quanto tale non richiesti né necessari, il tempo per l'azione al Palazzo di Vetro sia dunque arrivato.
Ci appelliamo quindi al Presidente del Consiglio Romano Prodi e al Ministro degli Esteri Massimo D'Alema affinché, dando seguito alle delibere del Parlamento italiano e agli inviti e riconoscimenti del Parlamento europeo, depositino nelle prossime ore, assieme al gruppo di paesi di tutti i continenti che si sono già manifestati, il progetto di risoluzione definito sulla base della Dichiarazione di associazione del dicembre scorso già sottoscritta da 93 paesi, per la Moratoria universale della pena di morte al fine di porlo al voto entro la sessione in corso dell'Assemblea generale.


amen.

7 giugno 2007

GIORNO CINQUANTA E DUE

L'occupazione è finita, andate in pace.
Link all'argomento : il gruppo T.N.T. , che per me, che lo ho aperto, finisce qui.
Link all'argomento : 7 compagni in digiuno per la moratoria subito, da modificare nel titolo ( non sono sette e non lo son mai stati ).
Sospensione dello sciopero della fame per 18 ore 18 ( per ora causa miseria sono riuscita a mangiare mezza insalata e una pizza, un cornetto di quelli da vacanza e neanche un bicchiere di vino bianco! - e sono anche senza sigarette, puttana eva ).

6 giugno 2007

GIORNO CINQUANTUNO


L'audace manipolo di otto - sette - sei radicalrosapugnantinonviolenti ha lasciato, fra gli scroscianti applausi dei santi del paradiso e chi li prega, i Palazzi dei Guardiani dell' Involuzione ( baciamo le mani, sempre ).

Con molto piacere abbiamo appreso che la lotta continua, lotta dura senza paura ( ? ).

Per chi non lo avesse intuito, il digiuno crea stati di delirio, specie in chi c'è portato ( parlo con me ).
A proposito dei fatti del 9 settembre 1981
Diario di un delinquente e di due efferati complici
di Sandro Tessari

NOTIZIE RADICALI, febbraio 1982

Sì lo confesso: sono un interruttore. Ho interrotto un giorno la povera Piera Rolandi mentre al TG2 delle 19.45 raccontava a milioni di telespettatori paganti con rara abnegazione il pesante canone radiotelevisivo - le solite bugie del regime. Ero entrato alla sede della RAI assieme a Crivellini e Cicciomessere la sera del 9 settembre 1981. Essendo noi di casa alla RAI, come tutti sanno, e non solo in effige come Piccoli, Craxi, Longo e Spadolini, nessuno ha pensato di chiederci i documenti o controllare se avevamo il permesso di accesso. Siamo così entrati dalla porta d'ingresso normale. Il sottosegretario Leccisi, quello per intenderci che aveva organizzato una raccolta di fondi neri per la corrente di Donat Cattin di oltre un miliardo senza riuscire ad andare nei notiziari RAI, rispondendo alla camera alla nostre interpellanze sulla RAI il 25 gennaio, affermava che noi ci "eravamo introdotti" all'interno della RAI, dando alla nostra iniziativa un grosso sapore d'avventura come dimostra il successivo interesse del commissariato di polizia e dall'autorità giudiziaria che ci hanno gratificato di una relativa comunicazione. Entrati che fummo nei locali della RAI e dovendo attendere qualche minuto per l'inizio del TG1 della sera (erano infatti le 19.50) ci siamo recati al bar dove, per far passare il tempo, abbiamo dovuto consumare numerosi cappuccini con brioches. Cicciomessere che guidava la spedizione ha proposto di definire l'"azione": lui e Crivellini, notoriamente agili e scattanti, avrebbero fatto irruzione nello studio del TG1 non appena questo fosse iniziato. A me, in considerazione dell'età e delle mie origini veneto-contadine hanno lasciato il compito più facile: quello di entrare nello studio del TG2 e portarvi il messaggio che sale spontaneo ogni sera da milioni di bocche di telespettatori quando accendono la televisione di stato: ladri di verità! Debbo dire che non ci fu facile individuare nel labirinto della RAI i due studi. Abbiamo bussato a tutte le porte chiuse e chiesto gentilmente dove fossero le due sale regia. La previdenza della RAI è tale tuttavia che ci è venuta incontro mettendo fianco a fianco i due studi con porte quasi comunicanti. Sono così entrato dopo aver bussato. Nessuno, debbo dire la verità, quando sono entrato ha badato a me: erano tutti protesi a sentire quello che stava dicendo Piera Rolandi. Mi sono inserito nel monologo sintetizzando il mio pensiero: ladri di verità, furto di informazione. Nessuno dei presenti ha fatto mostra di stupirsi troppo della mia affermazione come cosa forse fin troppo ovvia. La Rolandi sempre molto contegnosa, faceva con una mano il gesto di non avvicinarmi troppo a lei mentre parlava salvo poi interrompersi del tutto. Forse voleva esprimersi sulle mie affermazioni ma la regia non glielo ha consentito e ha mandato in onda un diverso programma. Dopo qualche minuto di reciproco imbarazzo, non sapevamo a chi toccava la parola, dalla regia ridanno la voce alla Rolandi che inizia a fare originali considerazioni sulla situazione economica del paese. Io ribadisco il mio pensiero su questo tema: ladri di verità e furto di informazione. A quel punto sento che succede qualcosa: voci concitate da ogni parte, si interrompe il servizio, si aprono le porte e comincia in concitato andirivieni di funzionari e poliziotti del servizio interno. Uno mi afferra ad un braccio bruscamente: non appena tuttavia gli faccio notare che forse noi non ci conosciamo, subito mi fa le sue scuse ed usciamo urbanamente conversando con i tecnici dello studio giusto in tempo per vedere nel corridoio, in uno schiamazzo indescrivibile, trascinati come due cirenei il Cicciomessere e il Crivellini, all'urlo concitato: sono radicali, sono radicali, sono Cicciomessere e Stanzani. Io, da mezzo il pubblico che assisteva alla scena, dico subito che quel signore distinto con l'aria tra Verdi e Mazzini non è Stanzani ma Crivellini. Subito vengo guardato con sospetto e mi si chiede come faccio a saperlo. Dico: ma come fate a non riconoscerlo, è sempre sugli schermi della RAI. Un funzionario coi baffetti, molto autorevole a giudicare dalle ore che passa alla buvette della Camera, esplode: da questo momento basta coi radicali sul video! Non devono più mettere piede alla RAI, bisogna rompere tutti i rapporti che abbiamo coi radicali, e via dicendo. Dispiaciuto che non avesse colto la mia ironia cerco di fargli notare che è difficile rompere i rapporti che non ci sono. Mi guarda sospettoso e dice: ma lei è un amico dei radicali? un basista? un complice? Mi sento perso. Un altro dice: è anche lui un interruttore. E' la fine. Veniamo agguantati e tutti e tre trascinati dinnanzi al tribunale del direttore del TG1 come fossimo malfattori, arraffa tangenti, piduisti ecc. ecc. Strada facendo siccome erano molti i segni di divertita complicità del personale RAI alle nostre malefatte, il giornalista televisivo Valentini ha pensato bene di farci la paternale e con la sua ben nota voce pastosa e controllata, senza fare neanche una papera, ci ha detto che lui aveva un'alta opinione della classe politica (evidentemente pensava a Piccoli, Bisaglia, Gioia, Lima, Ciancimino, Andreotti, Evangelisti, Longo, Labriola e a tanti altri che hanno ben meritato con opere preclare su cui tuttavia la RAI ha esercitato una rozza e inspiegabile censura) per cui riteneva, quello radicale, un gesto troppo diverso dallo stile della "classe politica" e sul quale era bene che la RAI stendesse un velo di silenzio. Così abbiamo capito che è solo per una questione di diversità se i radicali non compaiono mai sul video, come risulta dai numerosi libri bianchi che abbiamo fatto sui disservizi televisivi. Nello studio del direttore del TG1 il trattamento è diventato subito elegante: non più vociferazioni e insulti. Ci hanno perfino offerto da bere. Poi si è saputo che il direttore era contento che fossimo riusciti solo a interrompere il TG2 della concorrenza e non il suo. Abbiamo subito fatto le nostre rimostranze sulla inconsistente vigilanza che si esercita agli ingressi di uno strumento così delicato come il servizio televisivo di stato e l'indomani abbiamo fatto un'interrogazione ai ministri dell'interno e delle Poste. Una settimana fa ci è arrivato un foglietto gualcito: una comunicazione giudiziaria per aver interrotto un servizio pubblico. Abbiamo subito compreso la gravità del gesto da noi compiuto. Forse con la nostra azione abbiamo impedito al segretario del PSDI di portare ai milioni di pensionati trepidanti il suo messaggio di salvezza, a Craxi di spiegare come la cosa più importante da fare per il paese sia il cambio della poltrona del presidente del consiglio e a Spadolini che la questione morale è rinviata a data da stabilirsi. E ne siamo profondamente dispiaciuti. Siamo anche noi interruttori pentiti.

per gentile concessione di internet grazie a m.palombo e al suo argomento su radicali.it

5 giugno 2007

GIORNO CINQUANTA

Stamani, tanto per non saper che fare,
ho scritto a Claudio Martini e per conoscenza a Riccardo Nencini e Massimo Toschi ( Assessore alla cooperazione internazionale
Cooperazione internazionale; perdono e riconciliazione fra i popoli; iniziative per la cooperazione con la riva sud del Mediterraneo; iniziative contro la pena di morte e per la promozione dei diritti umani; iniziative per promuovere il dialogo sull’interdipendenza ).
Questo ho inviato, verso le 11:

Signor Presidente Claudio Martini,

con questa lettera desidero richiamare la Sua attenzione sulla Moratoria universale delle esecuzioni capitali; un tema transnazionale e transpartitico che ci riguarda come cittadini, come toscani, come donne e uomini.
Come forse saprà, il Partito Radicale e Nessuno Tocchi Caino sono da tempo impegnati perché sia possibile alla Assemblea Generale dell’ ONU votare la Risoluzione per la moratoria della pena di morte nel mondo; dal 16 aprile Marco Pannella e un gruppo di dirigenti e militanti radicali, fra i quali anch’io, stanno attuando una iniziativa nonviolenta di digiuno per sostenere il Governo affinché rispetti gli impegni presi con il Parlamento e presenti la Risoluzione al voto dell’ ONU; Marco Pannella è passato dal 30 maggio allo sciopero totale della fame e della sete.
Come forse non saprà, un altro gruppo di radicali nonviolenti, parlamentari e dirigenti, stanno attuando, da venerdì scorso, una occupazione della RAI di Viale Mazzini a Roma, nel silenzio pressoché totale dei mezzi di informazione, per rivendicare ai cittadini il diritto ad una informazione libera e corretta, il diritto a conoscere per deliberare, sul tema della Moratoria e in generale.
Saprà invece certamente che, nell'anno 2000, il nostro Consiglio Regionale ha approvato una legge per celebrare, ogni anno, il giorno in cui ricorre l'anniversario della Riforma Penale promulgata, il 30 novembre 1786, da Pietro Leopoldo di Lorena, Granduca di Toscana.
Con quella legge, che aboliva la pena di morte e la tortura, si stabiliva un principio di portata storica e giuridica fondamentale, una base della moderna coscienza civile, una guida per gli altri popoli nel cammino verso l’affermazione del Diritto e dei Diritti.
Siamo oggi vicini alla naturale evoluzione di questo grande primo passo; la possibilità che questo principio divenga universale è a portata di mano in queste ore che sono decisive, dopo più di tredici anni di tentativi.
Come cittadina toscana impegnata in questa grande battaglia, vorrei che le Istituzioni toscane fossero partecipi dell’ iniziativa, in modo da poter festeggiare ogni anno anche la data dell’allargamento a tutti i popoli di questa illuminata e liberale decisione.
Nei giorni scorsi abbiamo raccolto l’adesione del Sindaco di Firenze alla Marcia di Pasqua per la Moratoria; il Prefetto Andrea De Martino ha inviato una nota al Presidente del Consiglio Romano Prodi e al Ministro Massimo D'Alema per chiedere che siano rispettati gli impegni assunti; il Presidente dell’Associazione dei Sindaci toscani ha inviato loro un telegramma.
Vorrei invitare anche Lei ad intervenire presso il Presidente del Consiglio Romano Prodi e il Ministro degli Esteri Massimo D’Alema, rappresentando l’importanza che assume, per tutti noi toscani, il tema delle esecuzioni capitali, e l’urgenza e la necessità di un impegno decisivo.

Grazie per l’attenzione

Claudia Sterzi
Partito Radicale Transnazionale
sterzi@iol.it
3381007330

4 giugno 2007

GIORNO QUARANTANOVE/3

Oggi ho partecipato ad una conferenza stampa convocata dall'Associazione Andrea Tamburi; sono stata intervistata da tre televisioni ( tg3 toscana tele toscana e rete 37 ) e ho parlato della iniziativa sulla moratoria e di quella sull'informazione; poi siamo andati, Antonio Bacchi, Daniela De Nuzzo ed io, ad un incontro con il presidente dei sindaci toscani, che si è impegnato a mandare un telegramma a prodi e d'alema; ben poca cosa.
Quando mi hanno intervistato a RR Dino Marafioti ha parlato di un bel successo; ma il presidente aveva scritto in faccia che un suo telegramma a prodi e d'alema non avrebbe cambiato la storia, nè maiuscola nè minuscola.
Sto cercando di immaginare che cosa sia possibile fare durante questa settimana. Magari sarà una idea stupida, anzi sicuramente, ma una interrogazione parlamentare no?

GIORNO QUARANTANOVE/2

...... stamanimattina eri anche in ottima forma fisica, se me la passi vorrei 'augurarti cento di questi digiuni': Ciao!
----- Original Message ----- To: radicali-toscana
Claudia Sterzi: "ieri all'aquila" ho notato che duecento persone avevano avuto uno spazio mediatico che manifestazioni radicali di duecento e passa persone non avevano avuto; così come il referendum elettorale gode di una visibilità ripetuta che i referendum radicali non hanno mai avuto; idem come il congresso di cannabis tipo di forte rispetto ai trenta processi di Rita Bernardini.
La notizia che parlamentari e dirigenti radicali nonviolenti hanno occupato la sede rai non passa. Da nessuna parte.
Tra parentesi, sabato arriva bush. La battaglia per la moratoria ha la bellezza di essere transnazionele e transpartitica e potrebbe unire molte forze per un obiettivo di prestigio.
Marco, quando dici chavez e pcc purtroppo non capisco un accidente, ognuno ha le sue carenze. Michele per quanto ne so è il primo caso di radicale poliziotto della digos dichiarato e mi sembra non un limite ma una risorsa.Pienamente d'accordo su marco con la sua bellissima faccia di guano vietata e vieta, vorrei che tutti insieme riuscissimo a conseguire l'obiettivo che per me resta la votazione all'onu della moratoria.
Possibilimente senza passamontagna e molotov :-) claudia


Date : Mon, 4 Jun 2007 19:53:18 +0200
Antonio Bacchi:
Occhio Marco a non scendere anche te con l'elmetto nella trincea scavata da Perduca, e altri con lui. La nostra capacità di mobilitazione è limitata, ma non è una novità. E nel caso della moratoria mi sembra che ci si possa rimproverare poco quanto a ricerca di coinvolgimento. Poi l'esempio della manifestazione de L'Aquila non è dei più adatti, visto l'inneggiare alla violenza che c'e' stato ed il fatto che proprio grazie a quegli slogan c'è stato lo sfondamento sui media. E quanto alla partecipazione (anche se non è stata certo oceanica) dovresti sapere anche te che buona parte del successo di quegli ambienti dipende dal fascino di un modo di fare politica violento, irresponsabile, senza il rispetto delle regole dello stato di diritto, nonché della libertà altrui, che solletica gran parte della popolazione gggiovane, molto più della costosa nonviolenza ghandiana.
Questo non vuol dire che noi non si abbiano i nostri problemi, pure seri e anche organizzativi, ma posta come l'hai posta la questione non mi pare regga. E non dimentichiamoci che esiste un problema di comunicazione, di legalità, complesso e denunciato da anni, per il quale da un po' abbiamo trovato la felice definizione di 'Caso Italia', che rende bene l'idea. Quante volte in questi anni l'abbiamo spiegato, ad altri, al di fuori di noi.. Cerchiamo di usare la testa e non accettare la logica (purtroppo sempre più in voga tra noi, mi pare) del tutto bene o tutto male, dell'o di qua o di là, con annessa revisione (anche retroattiva) delle categorie del bene e del male, a seconda dello schieramento scelto o al quale ci si è ritrovati iscritti d'ufficio. Ant

Marco Perduca: marco tu non ti capaciti dei mezzucci di pannella, io di questa tua lettura sulle nostre scarse capacità aggregative al soggetto politico... scusa sai, ma secondo te perché stanno occupando la rai?


----- Original Message ----- > From: "Marco Cecchi" Sent: Monday, June 04, 2007 11:30 AM> Subject: [radicali-toscana] Occupazioni e apparizioni tv

Ieri a L'Aquila in una manifestazione non certo facile contro il 41 bis c'era una discreta folla. Le tv non avevano certo "preparato" questo evento, ne in questo caso si può dire che si sia messa in moto la macchina dei partiti e dei sindacati. Si è trattato piuttosto di una manifestazione e di una mobilitazione ben organizzata, lavorando duro e tenendo ben presente che laddove mancano i mezzi si deve far tesoro di tutto (dai volontari che lavorano in carcere a quelli che le carceri vorrebbero demolirle).
Attorno alla trincea RAI (Roma, non l'Aquila) ho visto ieri mobilitate le stesse venti persone, dieci dentro e dieci fuori. E questo, al di là della giustezza della battaglia combattuta sulla moratoria e delle ragioni di quella occupazione simbolica della sede Rai, denota un problema nostro, di scarsa capacità aggregativa del nostro soggetto politico. Al di là di qualche adesione bipartisan alle nostre iniziative (ma solo tra addetti alla politica, il cui entusiasmo scema non appena i microfoni di Radio Radicale si chiudono) non si va. Ho visto uno splendido Pannella a TG 5 sabato sera e un altrettanto bel (si proprio bello , non solo bravo) Pannella domenica mattina da Timperi con quella immagine evocativa del King Kong e quel geniale sprazzo sulle 23 puntate di Porta a Porta su Cogne. E quanto più lo vedo grande quest'uomo, tanto più fatico a comprendere il perchè di alcune sue scelte, come quella di accentuare il suo scontro con Capezzone proprio nella settimana decisiva per la battaglia sulla Moratoria. Con quel dossier a supporto della lettera che, come lo giri lo giri, appare per quel che è. Non un argomento politico, ma un mezzuccio un po' squallido, buttato lì per far caciara. Soprattutto, quanto più grande, anche nelle sue contraddizioni, mi appare Pannella, tanto più piccoli mi sembrano i nanetti che gli girano attorno. Come quel Michele Rana inutilmente facondo, che non so da quale Questura d'Italia ci spiega, lui!, quello che è radicale e quello che no. O come Valter Vecellio che così ci racconta quello che per lui sarebbe un> paese "normale": una cosa che neppure Chavez o il PCC oserebbero, non dico proporre, ma neppure sognare!

GIORNO QUARANTANOVE


E' il quarantanove un numero strano,

primo perfetto sette per sette.

Nel quarantanovesimo giorno è d'obbligo riconoscere il nostro amico al quale va tutto il nostro sostegno ( nella foto mentre riflette alla interrogazione parlamentare al governo di fantacento deputati e senatori )

imparare a memoria l'elenco dei paesi mantenitori, proprio così, mantenitori

Mantenitori: 54 Afghanistan, Arabia Saudita, Autorità Nazionale Palestinese*, Bahamas, Bahrein, Bangladesh, Bielorussia, Botswana, Burundi, Ciad, Cina, Comore, Corea del Nord, Corea del Sud, Cuba, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Etiopia, Giappone, Giordania, Guinea, Guinea Equatoriale, Guyana, India, Indonesia, Iran, Iraq, Kuwait, Libano, Libia, Malesia, Mongolia, Nigeria, Oman, Pakistan, Qatar, Repubblica Democratica del Congo, Ruanda, Saint Kitts e Nevis, Sierra Leone, Singapore, Siria, Somalia, Stati Uniti d’America, Sudan, Taiwan*, Thailandia, Trinidad e Tobago, Uganda, Uzbekistan, Vietnam, Yemen, Zambia, Zimbabwe.

Interessante vero? Mi sono meritata il compitino per non aver saputo sottolineare che America e Cina, forse anche Cuba, che comunque non è poco, considerato il margine di errore. Invece sapevo che erano un terzo e che questo dato, insieme al numero di firme sulla Dichiarazione, ci rendevano certi di avere i numeri, anche se l'obiettivo è la votazione e non la volontà dei votanti.

Ora basta e oltretutto ora è il tempo di dare seguito ad una delle idee iniziali mentre spero che l'idea dell'interrogazione parlamentare riesca a varcare le soglie del palazzo.

Oggi è stato un giorno fuori dal comune non solo nel senso che ero a firenze ma anche che sono stata intervistata da tre televisioni e una radio e questo oltre ad aver parlato con il presidente dei sindaci toscani che già di per sè è cosa che potrebbe distruggere un uomo robusto.

Grande comprensione dei compagni radicali fiorentini che non mi hanno trovato abbastanza deperita per i loro gusti a sentir loro avrei dovuto essere bianca come un cencio e con le grinze per fortuna il sole e una vita sana non sono cibo e non costano.

Invece ho lo stomaco vuoto e stasera pure mal di testa.

Sono ore decisive e questo è vero tutto è possibile ed è vero anche questo, oltre che la situazione è complessa e ancora fluida, fra i radicali come in italia.



- l'occupazione continua

il dossier prodotto dai radicali

3 giugno 2007

GIORNO 48/2

FORSE NON TUTTI SANNO CHE . . .
Marco Pannella sta attuando una iniziativa nonviolenta che ha per obiettivo la moratoria universale delle esecuzioni capitali e per interlocutori prodi e d'alema in rappresentanza di un governo che si è impegnato da mesi di fronte al parlamento a presentare la risoluzione per la moratoria in sede onu. Pannella è in sciopero della fame da mesi e da metà aprile è accompagnato e sostenuto da un gruppo di radicali nonviolenti in sciopero della fame, fra i quali ci sono anche io; da quattro giorni è Marco è passato allo sciopero totale della fame e della sete.
Un altro gruppo di radicali nonviolenti è entrato venerdì scorso alle 13.30 nella sede rai di viale mazzini, a roma, e ha attuato una occupazione a oltranza rivendicando il diritto dei cittadini ad una informazione libera e corretta, sulla vicenda moratoria e in generale. Gli otto occupanti sono ancora lì, compreso il Presidente del PRT, Sergio Stanzani, con le sue 83 primavere e la sua carrozzina.
Mentre questo accade, mentre l'obiettivo della votazione sulla moratoria in sede onu è a un passo da essere raggiunto, altri sedicenti radicali si occupano nella cerca delle pulci e delle rogne l'uno con l'altro, scrivendo, pensando e dicendo cose che dovrebbero loro stesse vergognarsi di essere state dette.
Nel mio caso personale, che è solo un caso, sono stata paragonata ai balilla del fascio, ai cucinatori delle salamelle; mi si è chiesto conto, a me!, del testo della risoluzione, dell'efficacia dell'azione nonviolenta; si è voluto far sembrare che alcune iniziative non si sono attuate per responsabilità mia; mi si è fatto capire che sono una deficiente succube di pannella il quale ci sta usando per ottenere una poltrona all'onu e per rapinare la cassaforte della rai; stamani, ciliegina sulla torta che attendevo da giorni, ho avuto la bella notizia di essere stata oggetto di una lettera di discredito inviata alla dirigenza radicale da un ras locale.
Grazie, compagni, grazie!
Dal mio 48 giorno di digiuno mi rallegro perchè la risoluzione è a un passo dall'essere votata e la portata storica di questo risultato va ben oltre i casi personali.

GIORNO 48


Vedere Marco al tg 2 con la sua bellissima faccia di guano, vietata e vieta, mi ha da una parte riempito di gioia, bravo! VIVA! dall'altra risprofondato nella tristezza di un paese dove per ottenere il minimo bisogna dare più dell'umano.

Non basta, non basta; per Marco, per la nonviolenza, per la moratoria, per i radicali questo risarcimento è un'elemosina che non mi accontenta.