17 ottobre 2009

13/02/2008 Lettere all' @.r.a.


Temo che il ragionamento sulle inconsulte costrizioni che questa società continua ad inventarsi ad imporre e ad imporsi, venga presto travolto da costrizioni di tipo ineludibile come la diffusione a tutti i livelli di povertà e fame, e di dissoluzione delle democrazie.

Cosa è servito distruggere, inquinare e sovrasfruttare il pianeta per poi ritrovarci con una recessione strutturale e irreversibile, che rimette in discussione l'assaggio del controverso sviluppo sociale raggiunto da una minoranza di umani.
Vorrei condividere questo tarlo persistente che filtra tutti i miei pensieri, proprio mentre sui quotidiani iniziano a domandarsi se la crisi sarà peggiore di quella del 29.
Io dico purtroppo si, sarà molto peggiore ed infinita.
Ma voglio anche sperare che riusciremo a rimetterci sui binari del progresso, e dello sviluppo sociale, proseguire queste meritorie lotte antiproibizioniste, sarà il segno dello scampato pericolo.

Una curiosità sul rapporto esistente tra impronta energetica e proibizionismo, le droghe sociali meno energivore sono anche quelle che tendono ad essere più proibite. A me sembra che la cosa sia parecchio rivelatrice.

(source: TOD)
Non ve la aspettavate questa lettura energetica dell'antiproibizionismo, vero?
Altro che mi illumino di meno,
per il pianeta è decisamente meglio farsi qualche pera, un pò di sniffate e dei bei cannoni di maria, poi dare via il c. q.b. e con il ricavato una bella mano con una squillo brasiliana.
Se avanza qualche spicciolo tutto sul rosso e sul pari della bisca d'angolo.

Massimo Ippolito

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