15 aprile 2013

Roma città affranta


A volte si è fuori tempo, succede, stare al passo non è più una virtù, da così tanto tempo che anche io me ne dimentico. Così entro in un bar (non uno qualsiasi, il bar amico, quello dove ti conoscono e sanno più cose di te dei tuoi parenti) alla ricerca di un refrigerio alcolico da un dispiacere cercato. E pur essendo le ore 17, ordino un aperitivo very strong, che non è l'ora, e leggo il Messaggero, che ormai è quasi di ieri.
Il Messaggero, quotidiano romano da bar, informazione stracciata per il popolo, dalle prime tre pagine si apprende: che a Roma "vivono" circa 8000 senza tetto, e, fornendo assistenza alla metà (che poi vorrei vedere come) ovviamente ne rimangono 4000 in giro, il che disturba non certo le coscienze, ma gli alberghi vicini al sottopasso di Via Campania; che in una notte di controlli le forze dell'ordine hanno arrestato 59 tra spacciatori e ladri, e segnalato diverse decine di consumatori di stupefacenti in prefettura, per un totale di 500 grammi sequestrati fra pillole pasticche polveri e foglie, per una media di meno di 10 grammi a testa - con le tonnellate che entrano davvero un bel risultato - e i ladri, per dire, erano ladri di "gratta e vinci"; che presto le forze dell'ordine interverranno per sgombrare gli occupanti di "ben" 13 edifici. Di coloro che mandano i piccoli spacciatori allo sbaraglio, che intascano di rubo i soldi per i servizi pubblici, che occupano ville e appartamenti principeschi a prezzi risibili, non una parola, non avesse a turbarsi Alemanno, che già annuncia di avere la soluzione in tasca, con le sue meravigliose telecamere mobili che segnaleranno anche chi butta una cicca in terra.
Di tutto questo la mia personale sintesi, limitata, inautorevole e terra terra, è che la politica non è solo dove ha cenato l'Onorevole Tizio o che cosa ha scritto il Giudice Caio.

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